“LEI MI PROVOCAVA”, COSÌ LO STUPRATORE DELLA DISABILE DI TROINA

Prima, ha provato a dire che non c'entrava nulla. Poi, è entrato in contraddizione sui suoi movimenti nel reparto. Alla fine, a tarda sera, è crollato davanti alle domande incalzanti dei poliziotti de...

A cura di Redazione Redazione
09 ottobre 2020 20:43
“LEI MI PROVOCAVA”, COSÌ LO STUPRATORE DELLA DISABILE DI TROINA -
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Prima, ha provato a dire che non c'entrava nulla. Poi, è entrato in contraddizione sui suoi movimenti nel reparto. Alla fine, a tarda sera, è crollato davanti alle domande incalzanti dei poliziotti della squadra mobile di Enna. Un operatore sanitario dell'Oasi di Troina - L. A. di 39 anni - ha confessato di aver violentato la giovane disabile che oggi è incinta. Ma poi ha provato a sostenere l'insostenibile: "Lei mi provocava".

“È successo solo una volta”, ha detto ai magistrati. L’uomo, che durante il periodo in cui la struttura sanitaria era stata dichiarata “zona rossa” per via dei 162 positivi al Covid 19, si era offerto di aiutare i colleghi.

“Siamo di fronte a un fatto di estrema gravità, commenta al quotidiano La Repubblica Palermo il procuratore di Enna, Massimo Palmeri,  lo dice la contestazione con cui abbiamo proceduto al fermo dell’indagato: violenza sessuale aggravata dall’aver commesso il fatto ai danni di una donna disabile e nel momento in cui la stessa era a lui affidata”.

Gli investigatori, dopo aver raccolto la denuncia della famiglia e dell’Istituto, in seguito alla scoperta il 9 settembre scorso della gravidanza della giovane, hanno iniziato le indagine partendo dagli operatori della struttura. Il 39enne, spostato e padre di un figlio, ha confessato solo perché aveva capito di essere spacciato dopo il prelievo di un campione di saliva, per l’esame del Dna.

La donna adesso sta bene e sarà trasferita probabilmente in altra struttura. Si attende adesso che il giudice delle indagini preliminari si pronunci sulla convalida del fermo e sull’emissione di una misura cautelare in carcere, come sollecitato dai sostituti procuratori Stefania Leonte e Orazio Longo.

«Non parlerei di stupro». L’ha detto Eliana Maccarrone, legale dell’operatore sanitario dell’Oasi di Troina che ha confessato di avere violentato una disabile di 26 anni era positiva al covid. L’avvocato ha parlato nel corso della trasmissione «Mattino 5». L’uomo, 39 anni, sposato e padre di un figlio, incastrato dal Dna, avrebbe dichiarato, durante l’interrogatorio, che a provocarlo era stata la giovane, affetta da una gravissima patologia psichica legata ad una rara malattia genetica. «E' tutto in fase di accertamento e verifiche. Si tratta di una persona disabile che, vorrei precisare, come tutti i disabili cercano continuo affetto. Se l’atto sessuale si sia consumato è in fase di accertamento», ha concluso l’avvocato