Paternò, se anche le scuole fanno acqua
Si fa strada lo spauracchio dei doppi turni al IV Circolo dove i lavori sarebbero dovuti partire una volta finite le lezioni di giugno. Allagamenti alla palestra del Primo circolo. E, sempre alla Lombardo Radice, cede un pezzo del controsoffitto. Ai Falco
95047.it Houston abbiamo un problema. Anzi, magari fosse soltanto uno il problema. A pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico esplode il caso legato alle condizioni di tre plessi comunali. In ognuno dei casi si tratta di un fulmine a ciel sereno.
Al IV Circolo i lavori di rifacimento del tetto erano stati annunciati per la fine dello scorso anno scolastico: a giugno era stato annunciato il via agli interventi. Risultato? Si è cominciato appena da qualche giorno. Incomprensibile. La scuola, di fatto, precauzionalmente resta off-limits: lo stesso preside - il professor Santagati - ha chiesto e ottenuto che il Comune inviasse una lettera nella quale specificasse l’accaduto. Tra martedì o mercoledì dovrebbe tenersi un vertice (parole grosse vista l’approssimazione con la quale si è permesso che si arrivasse fino a questo punto) che definirà lo stato delle cose: ma lo spauracchio dei doppi turni (da effettuare forse, e sottolineiamo il forse, alla Don Milani) al momento è molto più di una semplice ipotesi.
Alla Lombardo Radice, la palestra si è completamente allagata dopo la bomba d’acqua dei giorni scorsi. Anche qui, una situazione incomprensibile. Ma quello che è ancora più orrendo e ingiustificbile è quanto scoperto all’interno del plesso dove al primo piano è venuta giù una porzione di controsoffitto: lavori che erano stati completati soltanto lo scorso anno. E, pure qui, comunicazione di inibizione (momentanea) della scuola: ora, si dovrà cercare di capire se si potrà tornare in classe regolarmente. Per dirla tutta, vi sarebbero ancora dei lavori anti-incendio ancora da ultimare. Ma qui vanno fatti i conti con un Bilancio che non si è stati in grado di chiudere.
Infine, ciliegina sulla torta, la questione Falconieri. Qui, era stato invece annunciato che l’utenza della scuola dell’infanzia non avrebbe avuto alcuna difficoltà una volta arrivato l’inizio dell’anno scolastico. Ebbene, occorrerebbe un intervento da circa 90 mila euro per permettere l’erogazione dell’energia elettrica.
Sin qui, per sommi capi, il riepilogo della storia. Qualsiasi altra considerazione aggiungetela tranquillamente voi. Per il resto, buona domenica.
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