PROCURA DI PALERMO CHIUDE LE INDAGINI: SETTE INDAGATI, IL PRESIDENTE GALVAGNO ACCUSATO DI CORRUZIONE E PECULATO

PALERMO – Nessun rinvio, nessuna attesa. La procura di Palermo ha deciso di chiudere le indagini preliminari prima della pausa estiva, notificando l’avviso di conclusione per sette persone, tra cui il...

A cura di Redazione Redazione
30 luglio 2025 13:41
PROCURA DI PALERMO CHIUDE LE INDAGINI: SETTE INDAGATI, IL PRESIDENTE GALVAGNO ACCUSATO DI CORRUZIONE E PECULATO -
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PALERMO – Nessun rinvio, nessuna attesa. La procura di Palermo ha deciso di chiudere le indagini preliminari prima della pausa estiva, notificando l’avviso di conclusione per sette persone, tra cui il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno. Le accuse per lui restano pesanti: due capi d’imputazione per corruzione e uno per peculato.

Il fascicolo, nato nel 2023 dopo lo scandalo della mostra promossa dalla Regione Siciliana al Festival di Cannes, ha fatto emergere un presunto sistema di favoritismi, incarichi e uso disinvolto delle risorse pubbliche. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, puntano il dito contro una gestione allegra dei contributi pubblici e contro un presunto “cerchio magico” di collaboratori e amici che avrebbero beneficiato, direttamente o indirettamente, della posizione del presidente.

Tra gli indagati, oltre a Galvagno, ci sono la sua ex portavoce Sabrina De Capitani, l’imprenditrice Marcella Cannariato, l’esperta di marketing Marianna Amato, l’event manager Alessandro Alessi, il promotore di concerti Nuccio La Ferlita, e Giuseppe Cinquemani, segretario particolare del presidente.

Le accuse si concentrano su due filoni principali. Da un lato, i sospetti su un sistema di finanziamenti pubblici assegnati a figure vicine al presidente, con successivi incarichi e consulenze distribuiti tra i suoi più stretti collaboratori. Dall’altro, l’uso personale e spregiudicato della vettura di servizio, che sarebbe stata impiegata per accompagnare amiche e familiari in giro per la Sicilia.

Due posizioni sono state stralciate per approfondimenti, ma l’impianto accusatorio principale resta intatto. L’avviso di conclusione delle indagini è il preludio alla richiesta di rinvio a giudizio, salvo richieste difensive di rito. Nessun “periodo di riflessione”, dunque: la procura va dritta al punto.

Nel frattempo, Galvagno ha commentato la notifica dell’atto con un post sui social:

"Mi è appena stato notificato dalla Procura di Palermo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Dopo le dichiarazioni che ho reso agli inquirenti a giugno e da una prima lettura dell’atto, registro con soddisfazione che sono state escluse TUTTE le presunte indebite utilità che avrei percepito a titolo PERSONALE.
Confido con l’integrale accesso agli atti di poter FINALMENTE dissipare ogni dubbio sulla correttezza istituzionale del mio operato tra ciò che rimane come ipotesi di reato."

Ora si attendono le eventuali memorie difensive o richieste di interrogatorio da parte degli indagati. La partita giudiziaria, però, sembra appena cominciata.