Scandalo fondi Ue in Sicilia: 16 indagati tra docenti e dirigenti, ecco tutti i nomi

Scandalo fondi Ue in Sicilia: 16 indagati tra docenti e dirigenti, ecco tutti i nomi

A cura di Redazione
25 febbraio 2026 09:15
Scandalo fondi Ue in Sicilia: 16 indagati tra docenti e dirigenti, ecco tutti i nomi -
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Una maxi indagine della Procura Europea accende i riflettori sulla gestione dei fondi comunitari destinati all’istruzione. Al centro dell’inchiesta, coordinata dall’ufficio di Palermo e sviluppata nell’arco di tre anni, un presunto sistema illecito che avrebbe coinvolto docenti universitari, ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e insegnanti di istituti superiori.

Il presunto “sistema perverso”

L’indagine nasce dall’arresto, avvenuto tre anni fa a Palermo, di una dirigente scolastica del quartiere Zen, poi approdata al patteggiamento. Le successive rivelazioni di una dipendente di una delle società coinvolte avrebbero consentito di far emergere – secondo l’accusa – un sistema attraverso il quale pubblici dipendenti avrebbero favorito l’affidamento di forniture a tre società: Informatica Commerciale S.p.A., R-Store S.p.A. e Databroker.

In cambio, gli indagati avrebbero accumulato “tesoretti” utilizzati per acquisti personali come smartphone e smart tv.

I nomi e le città degli indagati

I pm hanno chiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari per:

  • Luciano Airaghi, 56 anni, di Rho

  • Enrico Cafaro, 64 anni, di Napoli

  • Claudio Caiola, 76 anni, di Napoli

  • Giuseppe Cangemi, 51 anni, di Palermo

  • Luigi Cembalo, 58 anni, di Napoli

  • Antonio Fedullo, 52 anni, di Napoli

  • Giancarlo Fimiani, 66 anni, di Napoli

  • Roberto Freda, 50 anni, di Avellino

  • Giuseppe Fucilli, 68 anni, di Bari

  • Corrado Leone, 64 anni, di Piano di Sorrento

  • Ettore Longo, 35 anni, di Cuneo

  • Maria Rosaria Magro, 64 anni, di Irsina

  • Cosma Nappa, 65 anni, di Aversa

  • Carlo Palmieri, 65 anni, di Napoli

  • Mario Piacenti, 66 anni, di Palermo

  • Vito Rinaldi, 33 anni, di Adrano Irpino

Le accuse sono a vario titolo legate al presunto possesso e utilizzo illecito di fondi pubblici e all’assegnazione pilotata di forniture.

L’inchiesta è in corso. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.