14 milioni di giocatori e il 74% su mobile: il gioco online ha cambiato la cultura italiana tra console, PC e smartphone

I videogiochi sono un mercato enorme, in Italia vale ben 2,4 miliardi di euro e l'89% delle vendite è in digitale. L'italiano medio gioca circa 7,5 ore a settimana, questo significa che la cultura e i...

A cura di Redazione Redazione
27 gennaio 2026 13:57
14 milioni di giocatori e il 74% su mobile: il gioco online ha cambiato la cultura italiana tra console, PC e smartphone -
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I videogiochi sono un mercato enorme, in Italia vale ben 2,4 miliardi di euro e l'89% delle vendite è in digitale. L'italiano medio gioca circa 7,5 ore a settimana, questo significa che la cultura e il modo di vivere l'intrattenimento sono nettamente cambiati rispetto a qualche decennio fa.

Se un tempo si giocava al parchetto a Paternò con gli amici, oggi si gioca online con degli sconosciuti che provengono da ogni parte del mondo. La tecnologia ha cambiato la quotidianità perché ha reso accessibili gli acquisti in app, i servizi in abbonamento e, in generale, il gioco rapido e veloce da smartphone. C'è chi segue i creator su Twitch e chi partecipa alle community su Discord, i videogiochi sono entrati a far parte della routine degli italiani.

L'ecosistema del gaming è cambiato: oggi si gioca online

Non si parla solo di videogiochi, ma anche di casino online che, tra il 2024 e il 2025, hanno registrato circa 280 milioni di spesa mensile. Questo vuol dire che il settore è più che maturo e che gli utenti apprezzano le partite rapide tipiche di questi formati. Infatti, si può accedere in qualsiasi momento, mentre si viaggia in treno o in autobus, e le partite durano solo pochi minuti, a volte anche meno.

Le piattaforme di gioco offrono una varietà di titoli davvero vasta e sfruttano anche il meccanismo della gamification per intrattenere gli utenti e per spronarli a ottenere dei bonus o dei rewards. Nel complesso, oltre ai videogiochi classici, anche questo settore è in crescita e non accenna a fermarsi.

Dal salotto allo schermo tascabile: 74% di giocatori su mobile

Il vero cambiamento è arrivato con lo smartphone. Nel 2024, il 74% dei videogiocatori italiani ha giocato su dispositivi mobili, contro il 44% su console e il 34% su PC. È il segno più evidente della normalizzazione del gaming: sessioni brevi, generi accessibili e fruizione ovunque.

A fare da sfondo c'è un Paese iperconnesso, infatti nel primo semestre 2025 AGCOM stima poco meno di 61 milioni di SIM human con traffico dati attivo e un consumo medio giornaliero di circa 0,94 GB. Questi numeri spiegano perché giocare da mobile sia diventato spontaneo come aprire una chat.

Console e PC tra download microtransazioni e abbonamenti

Le console e i PC sono ancora molto utilizzati, ma si sono evoluti come ecosistemi digitali. Nel 2024, in Italia le vendite di giochi completi scaricati su console e PC sono salite del 15%, mentre le microtransazioni e gli abbonamenti sono cresciuti del 24%. Il fisico ha perso terreno, con un -24%. In pratica, ci sono più store online, più servizi e contenuti aggiuntivi e meno confezioni sugli scaffali.

  • I download e i contenuti digitali spingono la spesa, anche quando si gioca dal divano.
  • Gli abbonamenti consolidano la routine: giochi nuovi, aggiornamenti, multiplayer sempre accessibile.

Il 2024 è stato definito come un anno di transizione per l'hardware. Infatti, dopo il boom del 2023, le console e gli accessori hanno rallentato, ma con delle prospettive positive per il 2025 grazie alle nuove uscite e ai cicli prodotto che ripartono.

Chi sono i giocatori italiani e quanto spesso accedono online

Il profilo del giocatore italiano non è più fatto solo da ragazzi giovani. Nel 2024, i videogiocatori sono stati ben 14 milioni, con l'84% di adulti. Il 68% gioca almeno una volta a settimana e, nell'ultimo trimestre dell'anno, la media è stata di 7,5 ore settimanali.

Sui generi, lo sport fa da padrone sulle console, i giochi strategici sono quelli più in voga su PC, mentre su mobile vincono i puzzle e i brain game. Sono abitudini mature, che incastrano il gioco tra studio, lavoro e famiglia senza per forza occupare un'intera serata.

Streaming, creator ed eSports: le nuove professioni del gaming

Il gioco online è anche spettacolo e community. Nel 2024, la fanbase esports in Italia conta ben 7,3 milioni di persone che seguono i contenuti almeno occasionalmente e 3,3 milioni che guardano con regolarità. Tra i titoli più rilevanti ci sono League of Legends e Valorant, ma la cosa che conta è la forma: lo streaming e i social trasformano la partita in un rito condiviso, tra live, clip e chat.

Questo ha un effetto culturale evidente: il gioco non viene più solo giocato, ma viene anche raccontato, discusso e tifato. E la partecipazione, anche passiva, alimenta la curiosità, la competenza e i linguaggi comuni che sconfinano nella musica, nella moda e nel modo di parlare online.

Come sarà il futuro del gioco online in Italia?

Il gioco online è già un pezzo di cultura pop italiana. Lo smartphone ha allargato la base e ha reso il gaming un gesto quotidiano, le console e i PC hanno cambiato modello con i servizi e i contenuti digitali. Infine, gli streaming e gli eSports hanno trasformato il consumo in un'esperienza pubblica, condivisa e commentata.

I numeri fanno già capire che questa abitudine continuerà e che sarà fatta di appuntamenti lunghi, di socialità, di competizione, di singolo e di community. Il 2026 riparte proprio da qui: più cross-play, più servizi e più ibridazione tra i media.