Rapina e subito ai domiciliari: mortificato il lavoro delle forze dell'ordine

Emblematico il caso dell'irruzione al rifornimento della 121: dov'è quella parte di Stato che dovrebbe difendere i cittadini?

22 dicembre 2015 10:30
Rapina e subito ai domiciliari: mortificato il lavoro delle forze dell'ordine -
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95047.it Il problema è serio. Quella delle forze dell’ordine che braccano i criminali e poi se li ritrovano liberi - dopo nemmeno qualche ora -, sta diventando una gag di pessimo gusto. Uno schiaffo in faccia alla missione di un carabiniere o di un poliziotto. 
Prendete il caso dell’irruzione avvenuta qualche notte fa ai danni del distributore di benzina Sp Pappalardo della 121: dopo nemmeno 24 ore i tre maggiorenni autori di una rapina sventata dall’arrivo dei carabinieri erano già ai domiciliari. Gente che mette a repentaglio la vita altrui, che umilia il lavoro ed i relativi sacrifici, che ti schiaffa in faccia la morte: che, alla fine, se la cava con gli arresti domiciliari.

E’ un sistema che non funziona. Il legislatore ha lasciato che la legge e e la giustizia divenissero strumento di postille buone per gli azzeccagarbugli. Viene quasi il sospetto che sia stata costruita volutamente a questo modo. Altro che certezza della pena: qui il principio è che il criminale la fa sempre franca e le vittime restano ancora più vittime.

Il garantismo non c’entra nulla. Ed anche se il campo minato del populismo latente è dietro l’angolo, noi la domanda la poniamo lo stesso: come si può avere fiducia in quella parte di Stato che è complice dei banditi?