Arance “Tarocco” dal Sudafrica sugli scaffali: il Consorzio chiede controlli urgenti

Arance Tarocco importate: cosa riportano le etichette

A cura di Redazione
06 novembre 2026 17:11
Arance “Tarocco” dal Sudafrica sugli scaffali: il Consorzio chiede controlli urgenti -
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SICILIA – Il Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP torna a chiedere attenzione sulle arance importate dall’estero e commercializzate nei supermercati italiani. Il presidente Gerardo Diana ha inviato una lettera al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e al ministro della Salute Orazio Schillaci, sollecitando controlli urgenti sui trattamenti utilizzati, sulla provenienza e sulla sicurezza dei prodotti destinati ai consumatori.

La richiesta arriva a poco più di un mese dalle prime segnalazioni relative alla presenza di arance pigmentate provenienti dal Sudafrica in diversi supermercati italiani e di prodotto australiano nei mercati all'ingrosso.

Arance Tarocco importate: cosa riportano le etichette

Secondo quanto segnalato dal Consorzio, su alcune confezioni di arance vendute in rete e indicate come varietà Tarocco comparirebbe l'avvertenza «buccia non edibile», insieme alla dichiarazione di trattamenti effettuati dopo la raccolta con sostanze come fludioxonil, azoxystrobin e pyrimethanil.

Si tratta di prodotti utilizzati per trattamenti fitosanitari, la cui presenza in etichetta ha spinto il Consorzio a chiedere verifiche approfondite sulla conformità alle normative italiane ed europee.

La sola indicazione di questi trattamenti non significa, tuttavia, che le arance siano pericolose o irregolari. Per stabilirlo sono necessari controlli specifici, analisi di laboratorio e verifiche sul rispetto dei limiti massimi di residui consentiti.

Controlli nei supermercati e nei mercati all'ingrosso

Il Consorzio chiede ai due ministeri di attivare controlli sanitari mirati, attraverso campionamenti e analisi sui prodotti importati.

Le verifiche dovrebbero interessare i punti di ingresso in Italia, i mercati all'ingrosso e la grande distribuzione, con particolare attenzione alla presenza di eventuali residui di fitofarmaci, alla tracciabilità dei lotti e alla correttezza delle informazioni riportate sulle confezioni.

Tra le questioni sollevate anche quella della buccia dichiarata non edibile, spesso utilizzata dai consumatori per preparazioni alimentari, decorazioni di dolci e cocktail. Il Consorzio chiede che tale avvertenza sia chiaramente visibile e comprensibile.

Nel caso in cui venissero accertate irregolarità o rischi sanitari, viene richiesta l'adozione delle misure previste dalla legge, fino all'eventuale blocco della vendita, al ritiro o al richiamo dei prodotti interessati.

La difesa dell'Arancia Rossa di Sicilia IGP

La questione riguarda anche la tutela dei produttori siciliani, chiamati a confrontarsi con la concorrenza delle arance provenienti dall'estero.

«Il Consorzio che rappresento non contesta il commercio internazionale, ma rivendica regole chiare, controlli rigorosi e condizioni competitive eque», sottolinea il presidente Gerardo Diana nella lettera indirizzata ai ministri.

«La difesa delle produzioni italiane e della loro identità deve procedere insieme alla tutela della sicurezza alimentare: le garanzie per i cittadini non possono essere subordinate a logiche commerciali».

L'obiettivo, precisa il Consorzio, non è mettere in discussione le importazioni, ma garantire le stesse regole di sicurezza e trasparenza per tutti i prodotti commercializzati in Italia, tutelando sia i consumatori sia le produzioni agricole nazionali.

Il Consorzio dell'Arancia Rossa di Sicilia IGP attende ora un riscontro dai ministeri sulle verifiche richieste e si dichiara disponibile a collaborare con le autorità competenti.