Arresti a Catania per un presunto raggiro ai danni di un’anziana: coinvolti anche professionisti

Su disposizione della Procura distrettuale di Catania, la Squadra Mobile ha eseguito nelle prime ore della mattinata un’ordinanza cautelare emessa dal GIP etneo nei confronti di due donne: Rita Catala...

A cura di Redazione Redazione
25 novembre 2025 15:08
Arresti a Catania per un presunto raggiro ai danni di un’anziana: coinvolti anche professionisti -
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Su disposizione della Procura distrettuale di Catania, la Squadra Mobile ha eseguito nelle prime ore della mattinata un’ordinanza cautelare emessa dal GIP etneo nei confronti di due donne: Rita Catalano, classe 1960, sottoposta alla custodia cautelare in carcere, e Venera Cosima Nicita, classe 1971, avvocato, posta agli arresti domiciliari. Le misure sono state richieste dalla Procura nell’ambito di un’indagine su un presunto piano di circonvenzione ai danni di un’anziana facoltosa

Secondo quanto emerso dalle indagini – condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura, ferma restando la presunzione di innocenza – sono stati raccolti gravi indizi relativi ai reati di circonvenzione di incapace e tentata appropriazione indebita, entrambi aggravati. L’indagine ha preso avvio grazie alla segnalazione di alcuni funzionari di un istituto bancario catanese, insospettiti da operazioni atipiche relative al patrimonio dell’anziana cliente, priva di parenti stretti.

Dalle attività investigative, tradizionali e tecniche, è emerso che Rita Catalano, fioraia e vicina di casa della vittima, avrebbe conquistato la totale fiducia dell’85enne fino a isolarla dal contesto esterno, scoraggiando qualsiasi contatto – anche telefonico – con altre persone. Catalano, secondo l’ipotesi accusatoria, si sarebbe fatta consegnare persino la corrispondenza dell’anziana chiedendo al portiere dello stabile di recapitarla solo a lei.

La donna, coadiuvata in alcune circostanze dalla figlia (anch’essa indagata), avrebbe così reso la vittima completamente dipendente dalla propria presenza e dalle proprie decisioni.

L’obiettivo, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato quello di prendere il controllo del patrimonio dell’anziana, stimato in circa tre milioni di euro.

L’indagine ha delineato il presunto coinvolgimento di ulteriori figure professionali. In particolare l’avvocato Venera Cosima Nicita avrebbe avuto il compito di predisporre il trasferimento delle attività finanziarie dell’anziana verso un nuovo istituto di credito, avvalendosi della collaborazione di un consulente finanziario, anche lui attualmente indagato.

Fondamentale, secondo gli investigatori, anche il ruolo di una segretaria di uno studio notarile catanese, indagata, che avrebbe suggerito le modalità più agevoli per portare a compimento l’operazione, indicando quali documenti predisporre, tra cui la predisposizione di procure speciali e generali, la vendita sottocosto di un garage e la stesura di un nuovo testamento volto a sostituire quello precedente, che destinava l’intero patrimonio a un ente religioso legato a Padre Pio.

Nel corso delle attività è stata documentata anche una presunta elargizione di denaro da parte di Catalano alla collaboratrice dello studio notarile, quale compenso per l’attività illecita attribuita.

Le più recenti risultanze investigative avrebbero inoltre fatto emergere il tentativo, attribuito a Catalano, di ottenere un certificato medico compiacente che attestasse la piena capacità di intendere e di volere dell’anziana, nonostante – secondo gli accertamenti – fosse affetta da patologie compatibili con una riduzione delle capacità cognitive.

Nel corso dell’operazione la Polizia ha eseguito numerose perquisizioni, anche negli studi dell’avvocato e del notaio rogante, la cui posizione è attualmente al vaglio della Procura. Contestualmente sono stati sequestrati tutti i beni mobili e immobili riconducibili all’anziana, eccetto l’appartamento in cui vive, poiché ritenuti destinati a passare nella disponibilità di Catalano e della figlia.

Tra i beni già trasferiti – e ora sequestrati – figura anche il garage ceduto alla fioraia a un prezzo considerato di molto inferiore al valore di mercato.

Per tutelare l’85enne, la Procura ha nominato un curatore incaricato di assisterla e gestire i suoi bisogni e interessi, alla luce della situazione emersa dalle indagini.