Assalto alla banca a Ravenna, cinque arresti per il colpo da 40 mila euro: tre sono catanesi
Il colpo era stato messo a segno a febbraio in una filiale di San Zaccaria. Secondo gli investigatori, tre dei presunti responsabili entrarono in banca a volto coperto, mentre due avrebbero fatto da basisti.
Cinque uomini sono stati arrestati nelle prime ore di oggi con l'accusa di aver partecipato alla rapina ai danni di una banca di San Zaccaria, frazione alle porte di Ravenna, messa a segno il 25 febbraio scorso e conclusa con un bottino di circa 40 mila euro.
Tre degli indagati sono stati rintracciati e arrestati nel Catanese, mentre altri due, ritenuti dagli investigatori i "basisti" dell'operazione, sono stati fermati tra Forlì e Meldola, in provincia di Forlì-Cesena. Si tratta di uomini di età compresa tra i 41 e i 57 anni, tutti con precedenti penali, anche se soltanto uno avrebbe precedenti specifici per rapine.
L'operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Ravenna con il supporto dei Comandi Provinciali territorialmente competenti, del 13° Nucleo Elicotteri di Forlì e del Nucleo Cinofili di Bologna. Le misure cautelari sono state emesse dal Gip del Tribunale di Ravenna, Andrea Galanti, su richiesta della Procura.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, due degli arrestati avrebbero svolto il ruolo di basisti, fornendo supporto logistico e informazioni utili per l'esecuzione del colpo. Gli altri tre, invece, sarebbero entrati nell'istituto di credito con il volto coperto, minacciando dipendenti e clienti e facendosi consegnare i telefoni cellulari per impedire eventuali richieste di aiuto.
I rapinatori avrebbero quindi atteso circa 25 minuti, dalle 12.15 alle 12.50, il completamento del primo meccanismo di apertura della cassaforte, riuscendo infine a impossessarsi di circa 40 mila euro in contanti.
Le indagini dei Carabinieri hanno inoltre portato alla luce l'esistenza di altri due progetti di rapina che non sarebbero mai stati portati a termine. Uno avrebbe dovuto essere realizzato ancora nel Ravennate, nella stessa area del precedente assalto, mentre l'altro avrebbe avuto come obiettivo una zona del comune di Montanaro, in provincia di Torino.
Le accuse contestate agli indagati dovranno ora essere vagliate nelle successive fasi del procedimento giudiziario, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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