AVVIO DELL'ANNO SCOLASTICO: ANCORA UNA VOLTA, ALUNNI DI SERIE A E ALUNNI DI SERIE B.
Con l’inizio del nuovo anno scolastico, torna puntualmente una profonda ingiustizia che colpisce migliaia di studenti con disabilità grave e le loro famiglie: la mancata o ritardata attivazione dell’A...
Con l’inizio del nuovo anno scolastico, torna puntualmente una profonda ingiustizia che colpisce migliaia di studenti con disabilità grave e le loro famiglie: la mancata o ritardata attivazione dell’Assistenza Specialistica per l’Autonomia e la Comunicazione (ASACOM), servizio essenziale previsto dalla Legge 104/1992 per garantire il diritto allo studio e all’inclusione scolastica.
«Mentre per molti bambini il primo giorno di scuola è un momento di gioia ed emozione, per troppi alunni con disabilità e le loro famiglie si trasforma in una fonte di ansia e frustrazione», dichiara Sebastiano Amenta,Presidente dell’Associazione “20 Novembre 1989” ETS Onlus, che da anni si batte per i diritti delle persone con disabilità.
La disuguaglianza tra studenti “normodotati” e studenti con disabilità grave, riconosciuti ai sensi dell’art. 3,comma 3 della Legge 104/1992, è sotto gli occhi di tutti. Il servizio ASACOM, di competenza degli enti locali, in molte aree del Paese viene attivato con mesi di ritardo — quando viene attivato. E spesso, anche quando presente, non rispetta il PEI (Piano Educativo Individualizzato), strumento fondamentale che definisce tempi, modalità e ore di supporto necessarie.
Questa non è una semplice inefficienza burocratica: è una vera e propria violazione dei diritti umani e costituzionali, sanciti non solo dalle leggi italiane, ma anche dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia nel 2009.
L’Associazione denuncia con forza questa ingiustizia sistemica e chiede con urgenza un intervento strutturale e coordinato da parte delle istituzioni competenti – Stato, Regioni e Comuni – affinché l’inclusione scolastica diventi una realtà concreta per tutti, e non un privilegio per pochi.
«L’inclusione non può essere rimandata.
L’inclusione non può essere opzionale perchè I DIRITTI NON SONO PRIVILEGI», conclude Amenta.
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