Bloccata con droni corsa clandestina di cavalli a Camporotondo Etneo,15 denunciati

Tra loro anche due minori, i quali avevano il ruolo di incitare i cavalli durante la corsa a bordo di uno scooter di grossa cilindrata.  I cavalli, così come appurato grazie al prezioso contribuito de...

A cura di Redazione Redazione
09 gennaio 2026 08:27
Bloccata con droni corsa clandestina di cavalli a Camporotondo Etneo,15 denunciati -
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Tra loro anche due minori, i quali avevano il ruolo di incitare i cavalli durante la corsa a bordo di uno scooter di grossa cilindrata.  

I cavalli, così come appurato grazie al prezioso contribuito del medico del Servizio Veterinari del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Catania, erano due purosangue inglesi muniti di microchip; gli equidi sono stati sottoposti a sequestro e affidati ad una ditta specializzata che se ne prenderà cura. 

Le norme vigenti, a tutela del benessere degli animali, prevedono che per organizzare competizioni è necessaria la presenza di un’ambulanza veterinaria, del medico veterinario dell’ASP e del medico veterinario ippiatra, nonché un percorso transennato e il fondo della pista ricoperto di sabbia/terra.

Il tutto deve essere giudicato idoneo preventivamente da una commissione che autorizza la competizione, tenendo conto delle caratteristiche morfologiche degli equidi che dovranno gareggiare (certificato di idoneità sportiva per gli equidi).

In assenza di tali requisiti, si mette a repentaglio la salute e la stessa vita dei cavalli, costretti, peraltro, a fatiche estenuanti.

Sull’asfalto, in special modo nelle prime ore della mattina, è facile che i cavalli possano scivolare a causa dell’umidità. Una caduta sul selciato può provocare anche la frattura delle zampe, con atroci sofferenze per l’animale che difficilmente potrà guarire. 

Oltre al rischio per i cavalli, c’è anche quello per le persone, non solo per chi segue la corsa a bordo di scooter, ma anche per gli altri utenti della strada.

Inoltre, sono stati sequestrati i due calessi e tutte le bardature utilizzate per la gara, con segni riconducibili a due scuderie del messinese.

La presenza dei cavalieri della Polizia di Stato, specializzati nel settore, ha permesso di effettuare una prima ricostruzione di quanto accaduto: il gruppo, costituito da soggetti originari del messinese, alcuni dei quali con precedenti per reati in materia di corse clandestine, aveva scelto proprio la provincia di Catania per disputare la gara al fine di svolgere la competizione in salita in un luogo isolato e lontano dal paese di origine. 

L’attività della Polizia di Stato a Catania continuerà al fine di tutelare il benessere degli animali.

La Squadra a Cavallo della Questura, grazie alla piena sinergia con i medici del Servizio Veterinario dell’ASP, ha sottoposto a controllo nel 2025 oltre 40 stalle, la maggior parte risultate abusive, irrogando numerose sanzioni per le violazioni riscontrate con il conseguente sequestro degli equidi maltrattati o in pericolo di vita.

Le sanzioni hanno avuto anche la finalità di far sì che i proprietari provvedessero ad adeguare le strutture per ospitare in modo dignitoso gli equidi.