Carne scaduta “riciclata” e rimessa in vendita: l’inchiesta shock di Report scuote l’Italia

Un presunto sistema di trattamento e ricondizionamento della carne scaduta che potrebbe essere andato avanti per anni. È quanto emerge dall’inchiesta di Report, andata in onda domenica 23 novembre su...

A cura di Redazione Redazione
25 novembre 2025 19:50
Carne scaduta “riciclata” e rimessa in vendita: l’inchiesta shock di Report scuote l’Italia -
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Un presunto sistema di trattamento e ricondizionamento della carne scaduta che potrebbe essere andato avanti per anni. È quanto emerge dall’inchiesta di Report, andata in onda domenica 23 novembre su Rai3 e intitolata “Non si butta via niente”. Il servizio mostra quanto accadrebbe nello stabilimento Bervini di Pietole, in provincia di Mantova, azienda storica che movimenta ogni anno circa 200 milioni di euro di carni importate da vari Paesi, tra cui Uruguay, Nuova Zelanda ed Egitto.

La carne scaduta “ripulita” e ricongelata

Le immagini girate sotto copertura mostrano carne scaduta da due, tre, fino a cinque anni, scongelata, manipolata e ricongelata. Un operaio intervistato, con volto oscurato, parla di pezzi di carne “nera, puzzolente e immangiabile”, mostrando etichette con scadenze datate 2023 o precedenti.

Secondo il racconto, la procedura seguiva sempre lo stesso schema: la carne arrivava il venerdì sera, veniva immersa in acqua fredda per tutta la notte e poi trasferita in acqua calda per ammorbidire i pezzi ancora congelati. Successivamente gli operai procedevano con la cosiddetta “pulitura”, eliminando lo strato superficiale più deteriorato prima di riconfezionare e ricongelare la carne, o di destinarla direttamente al mercato.

Gli esperti: “Rischi concreti per la salute”

L’esperto Nicola Decaro, direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, ha spiegato che lo strato superficiale marrone è indice di proliferazione batterica e di un inizio di processo putrefattivo. Eliminare la parte visibilmente compromessa non rimuove i rischi, perché i batteri – tra cui salmonella e listeria – restano presenti in profondità.

Il congelamento non elimina i batteri, ma ne blocca solo la crescita, mentre lo scongelamento in acqua calda favorisce la loro moltiplicazione.

Condizioni igieniche e controlli

Le immagini mostrano anche condizioni igieniche critiche: carne che cade sul pavimento e viene rimessa nei contenitori, superfici di lavoro piene di sangue, armadietti con scarafaggi e carne lasciata direttamente nell’acqua dei cassoni senza sacchetti.

Dopo il servizio, l’Ats Valpadana ha annunciato accertamenti immediati per verificare le pratiche adottate, l’eventuale impatto sul mercato e la destinazione della carne considerata potenzialmente pericolosa.

La replica dell’azienda

La ditta Bervini, interpellata dalla trasmissione, ha respinto ogni accusa e ha dichiarato che la carne commercializzata “non ha mai raggiunto né superato la data di scadenza”, sostenendo di operare nel pieno rispetto delle normative europee e nazionali. Ha aggiunto che il congelamento della carne fresca prima della scadenza è previsto dalla legge e che negli anni non sarebbe mai stata generata alcuna allerta alimentare. L’azienda cita come riferimento il Regolamento CE 853/2004, la Legge 25/2022 e la nota del Ministero della Salute del 4 aprile 2022.

Le indagini in corso dovranno ora chiarire la reale portata dei fatti, accertare eventuali responsabilità e verificare se e per quanto tempo siano state messe in atto le pratiche descritte.


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