Catania, bimbo picchiato con un cucchiaio di legno: divieto di avvicinamento per entrambi i genitori
Maltrattamenti su un bimbo di un anno: divieto di avvicinamento per entrambi i genitoriSono state eseguite nelle giornate del 12 e 13 gennaio le misure cautelari personali del divieto di avvicinamento...
Maltrattamenti su un bimbo di un anno: divieto di avvicinamento per entrambi i genitori
Sono state eseguite nelle giornate del 12 e 13 gennaio le misure cautelari personali del divieto di avvicinamento nei confronti di una coppia, un uomo e una donna, indagati per maltrattamenti aggravati in concorso ai danni del figlio di 11 anni. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Catania ed eseguito da personale della Squadra Mobile, su delega della Procura della Repubblica.
Ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati fino a eventuale condanna definitiva, le misure cautelari traggono origine da un’attività investigativa avviata il 3 gennaio 2026, a seguito della segnalazione di un video diffuso sulla piattaforma TikTok, divenuto virale. Il filmato, corredato da audio, documenterebbe gravissimi maltrattamenti fisici e psicologici ai danni del bambino, colpito con un cucchiaio di legno e sottoposto a umiliazioni verbali, alla presenza di altre minori in tenera età.
In un primo momento, sulla base delle dichiarazioni della piccola vittima, la Procura aveva emesso un decreto di fermo nei confronti del padre, indicato come unico autore delle condotte violente. Successivamente, tuttavia, il GIP non ha riconosciuto la gravità indiziaria per il reato di maltrattamenti, disponendo la scarcerazione dell’uomo. Le indagini sono quindi proseguite, consentendo di delineare — secondo quanto ritenuto dal Giudice — un quadro indiziario di maltrattamenti sistematici attribuibili a entrambi i genitori.
Dalle testimonianze dei prossimi congiunti e dagli accertamenti svolti dalla Sezione III della Squadra Mobile, specializzata nei reati contro la persona e in danno di minori, è emerso che anche la madre, in più occasioni e talvolta autonomamente rispetto al padre, avrebbe colpito il bambino con un cucchiaio di legno e sarebbe l’autrice del video da cui sono partite le indagini. Il minore, nel corso della sua audizione, aveva inizialmente indicato come autrice delle riprese una delle sorelline.
Secondo la ricostruzione investigativa, il padre avrebbe inoltre ripetutamente umiliato il figlio, costringendolo a rispondere alla domanda “chi sono io?” con l’espressione “sei il mio padrone”, mentre lo colpiva con particolare violenza e continuità. La madre avrebbe sostenuto tali condotte, filmando gli episodi con l’intento — sempre a livello indiziario — di mostrarli successivamente al bambino come forma di minaccia qualora non avesse rispettato le regole imposte.
Nel corso delle indagini sono emersi anche ulteriori episodi di violenza: per banali monellerie, come essere salito su un banco di scuola o aver fatto piangere una sorellina, il padre avrebbe picchiato il bambino e lo avrebbe rinchiuso a chiave in uno sgabuzzino. Sarebbero inoltre emersi rimproveri e schiaffi anche ai danni delle altre tre figlie della coppia, di 8, 7 e 4 anni.
Il ripetersi delle condotte, la loro gravità e il concreto pericolo di compromissione della genuina acquisizione della prova avevano indotto la Procura a richiedere la custodia cautelare in carcere per entrambi gli indagati. Il GIP ha invece disposto la misura meno afflittiva del divieto di avvicinamento alla vittima.
La Procura della Repubblica ha annunciato che nelle prossime ore valuterà l’impugnazione del provvedimento emesso dal Giudice.
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