Catania calcio: Finaria S.p.A. rifiuta l’offerta d’acquisto
L’offerta avanzata da una cordata catanese rappresentata da Maurizio Pellegrino è stata prontamente rifiutata dalla Finaria S.p.A. attraverso un comunicato ufficiale sul sito del club rossazzurro: la...
L’offerta avanzata da una cordata catanese rappresentata da Maurizio Pellegrino è stata prontamente rifiutata dalla Finaria S.p.A. attraverso un comunicato ufficiale sul sito del club rossazzurro: la proposta d’acquisto non è stata ritenuta congrua dalla holding che gestisce le attività di Pulvirenti.
Pellegrino ci mette la faccia con la Futura Production
Si è concluso in un nulla di fatto l’incontro fra il comitato rappresentato da Maurizio Pellegrino, ex tecnico del Catania e la Finaria S.p.A., per discutere della cessione del Calcio Catania, questione che sta tenendo banco in tutta la Sicilia. L’interesse da parte della cordata formata da imprenditori locali è seria, ha affermato lo stesso Pellegrino tramite la pagina Facebook della sua azienda, la Futura Production, e non gli è andata giù la risposta secca da parte della società che gestisce la maggiore squadra di calcio di Catania. Pellegrino ci ha tenuto a fare chiarezza sull’entità dell’offerta proposta, che si assesta sui 2 milioni di euro “spalmati”, più un piano triennale di ripresa, oltre alla fondamentale operazione di prendersi carico di tutti i debiti che ammontano a quasi 50 milioni. L’operazione sembrerebbe molto simile a quella effettuata da Lotito nel 2004 per prendere la maggioranza delle quote della Lazio. Lotito è stato capace di dare solidità a una società ormai fallita e, negli ultimi quattro anni, è anche riuscito a raggiungere risultati tecnici importanti, a costruire una squadra di altissimo livello, arrivando a essere fra le prime tre favorite per la vittoria dello scudetto secondo le quote delle scommesse di calcio online ed esperti. Un “modello Lazio” è quello a cui auspica Pellegrino, che si è detto vicinissimo ai colori del Catania e attento ai prossimi sviluppi, ricordando all’attuale presidente della società dell’elefantino Astorina, che in effetti in un anno e mezzo non ci sono state offerte serie, oneste e trasparenti come quella della sua cordata.
Napoli, SPAL, Chievo e Lecce: dalla Lega Pro alla Serie A è possibile
Normale e lecito che i sogni di una piazza come quella di Catania siano ritornare nel calcio che conta e occupare il posto che spetta a questi colori. I campionati di Serie B e Serie A sono assolutamente i palcoscenici più consoni per la passione degli “etnei” e il passaggio di consegne della società sarebbe il punto di partenza per un discorso più ampio e a lungo termine. Sono sotto gli occhi di tutti esempi virtuosi di società grandi, medie e piccole, che hanno scalato classifiche su classifiche riuscendo a approdare in Serie A. Come dimenticare la cavalcata del Napoli di De Laurentiis, che con Edy Reja alla guida, vinse prima il campionato di Serie C, successivamente quello di B a cui partecipava anche la Juventus riuscendo quindi a approdare in Serie A, da dove non è più scesa. Ancora da citare è il “miracolo” SPAL, fenomeno ancora più sorprendente, considerato il fatto che la società era fallita appena otto anni fa e che dalla conseguente fusione fra Giacomense e Real SPAL, è nata l’attuale S.P.A.L. Dal 2014, anno in cui è stata riammessa in Lega Pro, la squadra di Ferrara ha conquistato tre promozioni consecutive e due salvezze in due anni. Scendendo più al sud dello stivale, troviamo un altro esempio di pianificazione, competenza e lungimiranza: parliamo del Lecce. I giallorossi avevano già sfiorato la promozione in Serie B nel 2016-2017, perdendo i quarti di finale dei play-off, ma era riuscita nell’impresa l’anno successivo, concludendo il campionato di Serie C come prima della classe. Nel 2018-2019, la squadra di Liverani, poi, aveva continuato a sorprendere tutti, piazzandosi seconda in Serie B e ottenendo la promozione in Serie A, dove è tutt’ora impegnata per non retrocedere.
Di esempi virtuosi e di salti di categoria repentini ne è pieno il mondo del calcio, bisogna però essere coscienti del fatto che tali “miracoli” avvengono o grazie a risorse finanziarie importanti, come nel caso del Napoli di De Laurentiis, oppure con una pianificazione quasi maniacale, come accaduto a Ferrara o a Verona sponda Chievo, che agli inizi del 2000 aveva addirittura assaggiato l’atmosfera dell’Europa, partecipando alla Coppa UEFA nel 2002-2003 e al turno preliminare di Champions nel 2006-2007.
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