CATANIA. Maxi-inchiesta sul traffico di beni archeologici: 74 indagati, coinvolti anche Paternesi
AGGIORNAMENTO – ore 20:55«Articolo riformattato e ottimizzato con nuovi dettagli organizzativi della maxi-inchiesta.»Una vasta operazione della Procura di Catania porta alla luce un presunto traffico...
AGGIORNAMENTO – ore 20:55
«Articolo riformattato e ottimizzato con nuovi dettagli organizzativi della maxi-inchiesta.»
Una vasta operazione della Procura di Catania porta alla luce un presunto traffico di beni archeologici destinato anche al mercato estero.
Sono 74 le persone indagate, accusate – a vario titolo – di far parte di una filiera completa dedita alla ricerca, alla detenzione, alla vendita e all’esportazione illecita di reperti di grande valore storico e culturale.
I magistrati Fabio Scavone (procuratore aggiunto) e Giovanni Gullo (sostituto procuratore) hanno avanzato nei confronti di 55 indagati una richiesta di misure cautelari:
- 12 custodie cautelari in carcere,
- 35 arresti domiciliari,
- 8 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.
Secondo la Procura, alcuni degli indagati rispondono anche dell’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio e contro la tutela dei beni culturali.
Interrogatori dal 25 al 29 novembre
Il gip Simona Ragazzi ha fissato gli interrogatori preventivi: si terranno dal 25 al 29 novembre, prima dell’eventuale emissione dei provvedimenti cautelari. Ecco i nomi come riporta il sito lasicilia.it
I nomi degli indagati
- Maria Lisa Aloi
- Filippo Asero
- Salvatore Romano Benfatto
- Giuseppe Bertolami
- Vincenzo Boccadifuoco
- Salvatore Bonaventura
- Giuseppe Buceti
- Filadelfo Calvagna
- Salvatore Camonita
- Giovanni Castro
- Salvatore Cavallaro
- Benedetto Chiara
- Carmelo De Luca
- Fortunata Di Dio
- Giuseppe Di Mauro
- Alfio Emmanuele
- Giuseppe Esposito
- Domenico Faranda
- Gaetano Faranda
- Emanuele Ferro
- Vincenzo Filonardi
- Filippo Franceschino
- Mario Gagliano
- Vittorio Emanuele Guzzetta Bongiovanni
- Giuseppe Salvatore Insigna
- Leandro Insolia
- Massimiliano Insolia
- Enrico Lo Verde
- Massimo Lucca
- Settimo Carmelo Minnella
- Umberto Moruzzi
- Adriano Nicotra
- Michele Consolato Nicotra
- Salvatore Palumbo
- Andrea Panicotti
- Gianfranco Paternò
- Nicolò Petronio
- Giuseppe Pezzino
- Sergiu Ionica Pop
- Antonio Portale
- Simone Adriano Petrin
- Alessandro Privitera
- Giuseppe Rapisarda
- Vincenzo Rau
- Antonio Francesco Rotondo
- Francesco Salvia
- Santo Sambataro
- Vito Spitaleri
- Vito Stancanelli
- Giuseppe Strano
- Pietro Tomasello
- Salvatore Tomasello
- Giuseppe Sebastian Viola
L’operazione condotta dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) dei Carabinieri di Palermo sul vasto traffico illecito di reperti archeologici in Sicilia — un’indagine imponente che vede 74 indagati, tra cui anche soggetti del Catanese — continua a generare reazioni nel mondo culturale e istituzionale.
A seguito della maxi-inchiesta, l’Archeoclub d’Italia Nazionale ha diffuso una nota ufficiale esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto dagli investigatori e sottolineando l’importanza della tutela del patrimonio archeologico dell’isola.
Di seguito il comunicato integrale:
“Il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) dei Carabinieri di Palermo ha concluso una delle più importante indagine sul traffico illegale dei reperti archeologici in Sicilia. Un lavoro titanico che definisce un quadro d’insieme complesso e ramificato. Questo è il risultato di anni d’indagine coordinate dal Tenente Colonnello Gianluigi Marmora, in passato già impegnato in azioni contro la criminalità organizzata e la mafia.
Più di 4000 pagine di informativa, 74 indagati, solo nel catanese. Scavi clandestini e tombaroli in azione in tante aree archeologiche della Sicilia. Sotto la lente d’ingrandimento anche le case d’asta, spesso ignare, tra Monaco di Baviera e Londra. Un lavoro importante e prezioso della Procura di Catania e del TPC ed è per questo la Gip - dott.ssa Simona Ragazzi - sta valutando l'emissione di provvedimenti restrittivi nei confronti di 55 indagati su proposta dei Procuratori aggiunti dott. Fabio Scavone e del dott. Giovanni Gullo. L’indagine si è sviluppata dal 2021 al 2023 in particolare nella Sicilia Orientale.
L’Archeoclub d’Italia nazionale ringrazia per il lavoro svolto il comandante - Tenente Colonnello Gianluigi Marmora - del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) dei Carabinieri di Palermo insieme agli uomini e le donne dell’Arma che hanno lavorato in questi anni, alla più importante indagine sui ladri di memoria, individuando i tanti livelli dell’organizzazione, dai tombaroli ai ricettatori, fino alle strutture apicali compiacenti.
La ricchezza di questa terra, la Sicilia, dipende dalla capacità di tutelare e proteggere le aree archeologiche, il patrimonio artistico e archeologico spesso dimenticato. In questo senso le forze dell’ordine giocano un ruolo centrale e l’associazionismo culturale deve molto alla loro professionalità e per questo lo sostengono con forza.
Complimenti per il risultato ottenuto e non possiamo che augurarci che si possa continuare in questa direzione. Crediamo che servono più risorse per questo reparto speciale dei Carabinieri (TPC) e una presenza più diffusa nel territorio.”
7.1°