CATANIA. Rubati pomelli e parti in ottone da un portone storico: incastrato dalle telecamere

È stato individuato dai Carabinieri della Stazione di Catania Piazza Dante il presunto autore del furto avvenuto nella notte tra il 20 e il 21 dicembre all’interno di un condominio nel centro storico...

A cura di Redazione Redazione
15 gennaio 2026 15:47
CATANIA. Rubati pomelli e parti in ottone da un portone storico: incastrato dalle telecamere -
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È stato individuato dai Carabinieri della Stazione di Catania Piazza Dante il presunto autore del furto avvenuto nella notte tra il 20 e il 21 dicembre all’interno di un condominio nel centro storico di Catania. A incastrarlo sarebbero state le immagini delle telecamere di videosorveglianza, che hanno ripreso ogni fase dell’azione.

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, l’uomo si sarebbe aggirato nei pressi del portone condominiale poco dopo la mezzanotte, riuscendo a entrare nello stabile e a smontare, una dopo l’altra, alcune parti in ottone dello storico portone d’ingresso. In particolare, agendo nell’oscurità, sarebbe riuscito a rubare pomelli e una lastra metallica, per poi allontanarsi indisturbato.

L’episodio era stato denunciato dall’amministratrice del condominio che, contestualmente, aveva consegnato ai militari i filmati dell’impianto di videosorveglianza. L’attenta disamina delle riprese, risultate perfettamente sincronizzate con l’orario reale, ha consentito agli investigatori di seguire con precisione i movimenti del ladro, sia all’esterno che all’interno dell’androne.

Dalla visione dei video, i Carabinieri hanno riconosciuto il presunto responsabile: un uomo di 43 anni, residente a Catania, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro il patrimonio. Ulteriori accertamenti e confronti con precedenti segnalazioni hanno rafforzato il quadro indiziario.

Sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionale, per lui è, dunque, scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria con l’ipotesi di reato di furto aggravato, ferma restando la presunzione d’innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva.