Catania, sparatoria a Librino: arrestato un uomo, il movente sarebbe legato a 40 euro

Le indagini della Squadra Mobile hanno portato all'arresto di un 52enne. Secondo l'accusa, il ferimento sarebbe stato una "punizione" per la mancata restituzione di 40 euro

A cura di Redazione Redazione
11 luglio 2026 09:48
Catania, sparatoria a Librino: arrestato un uomo, il movente sarebbe legato a 40 euro -
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In data 9 luglio 2026, su disposizione di questa Procura Distrettuale della Repubblica, la Polizia di Stato di Catania ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, emessa in data 6 luglio 2026 dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania, nei confronti di un uomo (classe 1974).

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal GIP, ferma restando la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva di condanna, l’indagato è stato ritenuto gravemente indiziato dei reati di detenzione, porto illegale in luogo pubblico di arma comune da sparo, nonché lesioni personali aggravate dall’uso dell’arma da fuoco e dalla premeditazione.

Il provvedimento restrittivo in parola scaturisce da investigazioni, di tipo tradizionale e tecnico, coordinate da quest’Ufficio e svolte da personale specializzato della Squadra Mobile – III Sezione Investigativa “Reati contro la persona, sessuali e in pregiudizio di minori”, a seguito del ferimento avvenuto in data 11.3.2026 in viale Bummacaro, nel quartiere “Librino” di Catania, di un uomo presentatosi alle ore 19.10 presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Marco”, con “ferita lacero-contusa cuoio capelluto in sede parietale sinistra e due fori arto inferiore sinistro da arma da fuoco” giudicata guaribile in 20 giorni.

All’esito del sopralluogo, con il supporto di personale specializzato del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica – Sicilia Orientale sul luogo dei fatti veniva rinvenuto e sequestrato un bossolo esploso GFL calibro 380 AUTO.

A conclusione delle celeri indagini, caratterizzate dalla combinazione di esiti dell’attività captativa e delle dichiarazioni assunte dai testimoni e dalla persona offesa, è stato possibile comprendere che il ferimento in parola sarebbe stata una esemplare punizione al ferito in ragione dell’appropriazione da parte di quest’ultimo di una somma di danaro (40,00 euro), consegnatagli per adempiere ad un incarico, non espletato.

Dalle indagini è emersa la condizione di omertà della vittima, che ha impedito, nell’immediatezza, l’acquisizione di informazioni utili ai fini dell’individuazione dell’indagato, che solo le successive acquisizioni investigative avrebbero permesso di identificare a livello di gravità indiziaria