Catania, vendevano lusso falso in diretta social: scoperto magazzino con 1.200 articoli contraffatti

Catania, vendevano lusso falso in diretta social: scoperto magazzino con 1.200 articoli contraffatti

30 aprile 2026 09:44
Catania, vendevano lusso falso in diretta social: scoperto magazzino con 1.200 articoli contraffatti -
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I Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno scoperto un’attività organizzata di vendita di prodotti contraffatti, individuata anche grazie al monitoraggio del web nell’ambito del contrasto al mercato del falso e all’abusivismo commerciale.

Le indagini hanno portato all’identificazione di un profilo su un noto social network utilizzato per proporre articoli di marchi prestigiosi, nazionali ed esteri, venduti a prezzi notevolmente inferiori rispetto a quelli di mercato.

I militari del II Gruppo sono riusciti a risalire ai gestori e a localizzare un magazzino nel rione San Cristoforo, nel centro storico di Catania. Il locale veniva utilizzato come base logistica per organizzare veri e propri “mercatini telematici”, durante i quali, attraverso dirette streaming, veniva mostrato il campionario e raccolti gli ordini.

L’intervento è avvenuto proprio nel corso di una diretta social. All’interno è stata scoperta una “boutique del falso”, con oltre 1.200 articoli tra borse, abbigliamento, scarpe e accessori recanti marchi contraffatti di brand di lusso come Louis Vuitton, Gucci, Chanel e Valentino, oltre a marchi casual e sportivi tra cui Adidas, Nike e Lacoste.

I prodotti risultavano particolarmente curati nei dettagli: etichette, confezioni e persino QR code, oltre a presunte garanzie del venditore, per rendere credibile l’autenticità.

L’intera merce, compresi diversi pacchi già pronti per la spedizione, è stata sequestrata e sarà sottoposta a perizia da parte degli organismi di tutela dei marchi.

Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Catania, proseguono gli approfondimenti investigativi per ricostruire la filiera di approvvigionamento.

Due i soggetti denunciati per ricettazione e commercio di prodotti con segni falsi. Per entrambi vale la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.