Ciclone Harry, in Sicilia danni oltre il miliardo di euro. Schifani: “Stima ancora parziale”. Musumeci: “Pronti allo stato di emergenza”

Supera il miliardo di euro la stima complessiva dei danni provocati in Sicilia dal ciclone Harry, che in appena due giorni ha devastato infrastrutture, strade, porticcioli, stabilimenti balneari, atti...

A cura di Redazione Redazione
22 gennaio 2026 21:29
Ciclone Harry, in Sicilia danni oltre il miliardo di euro. Schifani: “Stima ancora parziale”. Musumeci: “Pronti allo stato di emergenza” -
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Supera il miliardo di euro la stima complessiva dei danni provocati in Sicilia dal ciclone Harry, che in appena due giorni ha devastato infrastrutture, strade, porticcioli, stabilimenti balneari, attività produttive e strutture ricettive, colpendo in modo particolare la fascia costiera jonica e quella che si affaccia sul Canale di Sicilia.

Secondo i primi dati forniti dalla Protezione Civile regionale e comunicati in mattinata dal presidente della Regione Renato Schifani, i danni ammontano a 741,5 milioni di euro. Una cifra destinata però ad aumentare: come apprende l’ANSA da fonti istituzionali regionali, al computo andranno infatti aggiunti i mancati redditi delle attività produttive, sui quali la Regione sta già lavorando per definire ristori e contributi.

«Noi siciliani – viene sottolineato da ambienti regionali – non abbiamo bisogno di spinte emotive da altre parti d’Italia, che comunque hanno sempre manifestato e continuano a manifestare grande solidarietà. È il momento di rimboccarci le maniche, come si fa altrove».

Intanto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha effettuato un sopralluogo nei territori della Sicilia orientale colpiti dal ciclone, insieme al capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, sul lungomare di Ognina a Catania.

«Sappiamo che dobbiamo fare i conti con queste criticità – ha dichiarato Musumeci –. Attendiamo che dalla Regione arrivi formalmente la richiesta di stato di emergenza per la Sicilia. In queste ore i Comuni sono chiamati a verificare i danni, a redigere una stima sommaria e a trasmettere gli atti alla Regione. Sulla base della documentazione ricevuta, la Regione formulerà la richiesta al Dipartimento nazionale, che poi sarà portata al Consiglio dei ministri. Tutto questo può avvenire nello spazio di tre o quattro giorni».

Il ministro ha poi richiamato la necessità di convivere con i rischi che caratterizzano il territorio siciliano: «Noi siciliani siamo abituati al rischio sismico, vulcanico e idrogeologico. Sappiamo che è così. Siamo caduti, prendiamo fiato, ci rialziamo e cerchiamo di capire cosa fare per ripristinare le condizioni essenziali».

Sul fronte delle risorse, Musumeci ha voluto rassicurare: «Non ci sarà un problema di copertura finanziaria. Il vero nodo sarà la progettualità e la capacità di spesa, perché si opererà in deroga ad alcune procedure ordinarie. Dovremo essere rapidi ed efficienti».

L’emergenza resta alta in molte aree dell’Isola, mentre prosegue il monitoraggio dei danni e l’attività di messa in sicurezza dei territori colpiti.