CORONAVIRUS. SINDACATI CHIEDONO RISPETTO PROTOCOLLO SU MISURE D’EMERGENZA CALL-CENTER

“Le scriventi O.O.S.S C.S.E-Fulscam e UGL Terziario unitamente alla propria R.S.A. COMUNICANO che:Una ragazza, che lavora presso la sede di Paternò del call center della Lombardia Contact, nei giorni...

A cura di Redazione Redazione
16 marzo 2020 07:40
CORONAVIRUS. SINDACATI  CHIEDONO RISPETTO PROTOCOLLO SU MISURE D’EMERGENZA CALL-CENTER -
Condividi

“Le scriventi O.O.S.S C.S.E-Fulscam e UGL Terziario unitamente alla propria R.S.A. COMUNICANO che:
Una ragazza, che lavora presso la sede di Paternò del call center della Lombardia Contact, nei giorni scorsi , a seguito di alcuni sintomi influenzali ha deciso di verificare se avesse contratto o meno il virus.

Fortunatamente il tampone è stato negativo.

Questo episodio è in ogni caso un fortissimo campanello d’allarme, in quanto una eventuale positività di un operatore causerebbe la totale paralisi dei servizi forniti alla sanità lombarda, in quanto, come viene specificato nel “protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” approvato nei giorni scorsi, questo obbligherebbe a porre in isolamento preventivo tutti i colleghi ed il personale presenti nei locali del call center.

Nonostante le promesse dei dirigenti di procedere ad interventi preventivi per mettere in sicurezza l’ambiente lavorativo ed i propri dipendenti, ad oggi gli stessi non sono stati eseguiti .

Questo comportamento poco accorto, leggero, al limite dell’irresponsabile non potrà essere più consentito dai nostri sindacati.

Con questo comunicato, quindi, si rende noto agli spettabili responsabili delle sedi del call center Lombardia Contact srl di Paternò e Biancavilla, che se le azioni indicate nel “protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” , come la dislocazione dei lavoratori ad almeno un metro di distanza, la sanificazione dei locali, ecc, non troveranno attuazione entro la giornata di Martedì 17 Marzo, attiveremo la nostra RSA per proclamare lo stato d’agitazione e procederemo a formale denuncia presso le autorità competenti per inadempimento delle misure deliberate dal governo nazionale.

Chiediamo un incontro, in videoconferenza con i vertici aziendali in modo da trovare le soluzioni più opportune per contrastare l’emergenza, ferme restando le disposizioni di legge .

Il tempo della comprensione termina quando si scontra con la mancanza di senso di responsabilità. Noi in questo momento dobbiamo pensare solo a salvaguardare la sicurezza dei lavoratori, che stanno tenendo in piedi un servizio essenziale per la regione Lombardia.
In attesa di un riscontro positivo”.