CORONAVIRUS, TUTTA ITALIA È ZONA ROSSA, SCUOLE CHIUSE FINO AL 03 APRILE, SPOSTAMENTI CONSENTITI SOLO PER MOTIVI DI LAVORO O SALUTE

+++FLASH+++"I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante delle persone in terapia intensiva e purtroppo delle persone decedute. Le nostre abitudini vanno cambiate ora: dobbiamo rinunci...

A cura di Redazione Redazione
09 marzo 2020 21:50
CORONAVIRUS, TUTTA ITALIA È ZONA ROSSA, SCUOLE CHIUSE FINO AL 03 APRILE, SPOSTAMENTI CONSENTITI SOLO PER MOTIVI DI LAVORO O SALUTE -
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"I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante delle persone in terapia intensiva e purtroppo delle persone decedute. Le nostre abitudini vanno cambiate ora: dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell'Italia. Lo dobbiamo fare subito e ci riusciremo solo se tutti collaboreremo e ci adatteremo a queste norme più stringenti". Lo dice il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi.

"Non ci sarà più una zona rossa. Le misure restrittive vengono estese a tutta Italia".

E' l'ultima misura annunciata dal premier Giuseppe Conte per far fronte all'emergenza coronavirus. "I contagi e i decessi sono in forte aumento", ha sottolineato il presidente del Consiglio invitando tutti a cambiare le proprie abitudini e limitare gli spostamenti.

  • Evitare su tutto il territorio italiano gli spostamenti a meno che non siano motivati da ragioni di lavoro, salute o necessità
  • Divieto di assembramento all'aperto e nei locali aperti al pubblico
  • Sospese anche tutte le manifestazioni sportive
  • SCUOLE ED UNIVERSITÀ CHIUSE FINO AL 03 APRILE DI OGNI ORDINE E GRADO IN TUTTA ITALIA
  • Chiusura di tutti i bar e ristoranti

Le misure entreranno in vigore domattina. Stasera la firma e in gazzetta nelle prossime ore. Le misure sono state discusse e condivise con tutte le regioni.”

I divieti e gli obblighi in vigore in Lombardia e nelle 14 province blindate da ieri, adesso, valgono anche in tutto il resto del Paese, Sicilia compresa nonostante l’enorme differenza di casi e l’assenza di focolai. Una scelta forse anche dettata dalla ‘grande fuga’ dalla Lombardia

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