"Costruiamo assieme un'amministrazione del dovere: occorre essere camerieri dei cittadini"

Parte dal quartiere-simbolo di Scala Vecchia, la candidatura ufficiale a primo cittadino del giornalista Anthony Distefano. Un contratto pubblico con i cittadini: "Cinque grandi obiettivi per far tornare la città normalità. Se la svolta non arriva entro t

A cura di Redazione Redazione
20 gennaio 2017 15:03
"Costruiamo assieme un'amministrazione del dovere: occorre essere camerieri dei cittadini" -
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95047.it La sfida è partita da Scala Vecchia. Ventre della città e simbolo di tante cose che non vanno. E che, semplicemente, non esistono. Anthony Distefano ha lanciato la sua candidatura a primo cittadino così: “Si parte da un territorio disagiato con persone che da anni si battono per dare un futuro a questa città. Ai tanti giovani che stanno chiudendo la valigia per andare via dico di aspettare: concediamoci un’ultima possibilità”. Un progetto che parte dal basso sotto l’effige “Rialzati Paternò” e che è aperto a tutte le forze politiche. Tutte. “Credo che ci meritiamo qualcosa di diverso dal sopravvivere. Vorrei che si creasse una classe dirigente che faccia da cameriere a questa città, considerandolo questo come il più nobile dei gesti. Fuggo via dalle etichette di essere il nuovo: nuovo è il modo di intendere il fare la politica. Politica della quale abbiamo bisogno per rialzarci”.

E ancora: “Apriamo il palazzo alla città, facciamo vedere cosa succede, nulla deve rimanere segreto. In una città al limite della depressione il nostro compito è creare entusiasmo. Per rialzarsi, Paternò deve archiviare la fase “dei favori a parenti e amici”, deve tornare a pretendere “diritti” e “instaurare un clima di meritocrazia. E se dopo tre anni non cambia nulla: si va a casa. Un impegno controfirmato che dobbiamo prendere con tutti i cittadini”.
Il cuore del programma è sintetizzabile in cinque punti: riformare la macchina burocratica del Comune, fare funzionare la raccolta differenziata e puntare su sviluppo economico, viabilità e urbanistica. Le cinque azioni da attivare partono però da un nodo da dirimere: lo stato di salute delle casse comunali. "Non è vero che non entrano fondi nelle casse del Comune. Bisogna capire come questi sono utilizzati. A quanti finanziamenti europei, per esempio, abbiamo tentato di attingere? E quali progetti seri abbiamo proposto per ottenerli? Ebbene, a tutte queste domande vanno date delle risposte".

Distefano ha ricordato il grande sogno infranto della città che è stata e che oggi arranca e si sente smarrita nel proiettarsi verso il futuro: “Oggi noi ci caratterizziamo per cosa? Siamo stati prima la città delle arance, poi quella dei call center; e adesso?”. Bisogna ripartire da quello che c’è già: l’impegno alacre di “parrocchie e associazioni di volontariato e sportive” che rappresentano la “spina dorsale di questa città”.