Esplosione a Verona durante sgombero: chi erano i tre carabinieri uccisi
Castel d’Azzano (Verona) – Una tragedia senza precedenti ha colpito l’Arma dei Carabinieri nella mattinata di martedì, quando tre militari hanno perso la vita in seguito a una violenta esplosione avve...
Castel d’Azzano (Verona) – Una tragedia senza precedenti ha colpito l’Arma dei Carabinieri nella mattinata di martedì, quando tre militari hanno perso la vita in seguito a una violenta esplosione avvenuta durante un’operazione di sgombero in un casolare di campagna. L’edificio, di proprietà di tre fratelli, è stato fatto esplodere proprio nel momento in cui le forze dell’ordine stavano intervenendo per eseguire il provvedimento.
I militari caduti in servizio
Le vittime sono Marco Piffari, Davide Bernardello e Valerio Daprà, tre esperti militari impegnati nei reparti speciali dell’Arma. A rendere note le loro identità è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha voluto “onorare la loro memoria” sottolineando come “abbiano sacrificato la propria vita compiendo fino all’ultimo il loro dovere al servizio del Paese”.
- Marco Piffari, 56 anni, era luogotenente con carica speciale. Entrato nell’Arma nel 1987, aveva dedicato quasi tutta la sua carriera al servizio in Veneto. Da dodici anni guidava la Squadra operativa di supporto del Quarto Battaglione Veneto, specializzata nella protezione di obiettivi sensibili e nel contrasto alla criminalità. Viveva in provincia di Padova e non aveva figli.
- Davide Bernardello, 36 anni, era carabiniere scelto. Faceva parte dell’aliquota di primo intervento del Nucleo operativo radiomobile di Padova.
- Valerio Daprà, anche lui 56enne, era brigadiere capo con qualifica speciale, in forza alla stessa unità di intervento.
Una missione ad alto rischio
L’operazione era considerata particolarmente delicata: già lo scorso anno i tre fratelli proprietari del casolare avevano saturato l’abitazione di gas, costringendo le autorità a sospendere un precedente tentativo di sgombero. Per questo motivo, sul posto erano stati inviati militari esperti dei reparti speciali, addestrati per gestire situazioni ad alto rischio. L’esplosione, però, è stata devastante e ha sorpreso gli operatori sul campo, causando la morte immediata dei tre carabinieri e numerosi feriti.
Il cordoglio dell’Arma e delle istituzioni
Il Sim Carabinieri, sindacato dell’Arma, ha espresso in una nota “profondo dolore per la perdita dei nostri tre colleghi”.
“Colpisce tutta la famiglia dell’Arma – ha dichiarato il segretario generale Antonio Serpi –. A nome del Sim Carabinieri esprimo il più sincero cordoglio alle famiglie e un augurio di pronta guarigione ai colleghi feriti.”
Secondo le prime informazioni, 11 carabinieri sono attualmente ricoverati in codice rosso, insieme a quattro poliziotti rimasti coinvolti nell’esplosione.
Una comunità sotto shock
La notizia ha scosso profondamente la comunità di Castel d’Azzano e l’intero Paese. Messaggi di cordoglio e solidarietà sono arrivati da ogni parte d’Italia, con bandiere a mezz’asta nelle caserme dell’Arma e un minuto di silenzio osservato in numerosi comandi.
Il ministro Crosetto ha annunciato che verranno celebrati funerali di Stato per i tre militari caduti, “eroi che hanno perso la vita per difendere la legalità e la sicurezza dei cittadini”.
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