Etna, colata a 5 km dai centri abitati: nessun pericolo. La Protezione Civile nazionale conferma l’allerta gialla
’Etna continua a essere protagonista in questo avvio di 2026, con un’attività effusiva che resta sotto costante osservazione ma che, allo stato attuale, non rappresenta un pericolo per i centri abitat...
’Etna continua a essere protagonista in questo avvio di 2026, con un’attività effusiva che resta sotto costante osservazione ma che, allo stato attuale, non rappresenta un pericolo per i centri abitati.
Secondo le informazioni fornite dall’INGV e dal Corpo Forestale della Regione Siciliana, il fronte lavico avanza lentamente all’interno della Valle del Bove e ha raggiunto una quota di circa 1.420 metri, a est del rilievo di Rocca Musarra. L’estensione massima del campo lavico è stimata in circa 2,8 chilometri.
Distanze e sicurezza
Il centro abitato più vicino, Fornazzo, dista circa 5 chilometri dal fronte lavico. Analoghe le distanze rispetto a Milo. Le caratteristiche morfologiche dell’area, con pendenze basse, rendono al momento improbabile un avanzamento rapido verso zone antropizzate o infrastrutture.
«La colata sembra incredibilmente bassa e vicina ai paesi – spiega il vulcanologo Boris Behncke – ma per ora fortunatamente non è così. Dal fronte più avanzato mancano circa 5 km a Fornazzo e 5,5 km a Milo, distanze non facilmente superabili da una colata che ha già percorso un lungo tratto a monte».
Una simulazione dell’Osservatorio Etneo indica che, se il tasso effusivo dovesse restare costante, la colata rimarrà confinata all’interno della Valle del Bove.
Riunioni e misure di prevenzione
Nella giornata di ieri si sono svolte due riunioni in videoconferenza nell’ambito del sistema di protezione civile. È stato confermato il livello di allerta nazionale giallo. Anche in caso di raddoppio dell’attuale alimentazione, non emergono scenari di rischio per i centri abitati più prossimi.
Successivamente, il capo del Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana, Salvo Cocina, ha convocato un tavolo di coordinamento con i sindaci dei Comuni interessati dalle ordinanze di regolamentazione degli accessi in quota. Hanno partecipato Prefettura, Questura, Corpo Forestale, CNSAS e Servizio 118.
In chiusura è intervenuto anche il presidente del Parco dell’Etna, al quale è stato chiesto di rafforzare la comunicazione sui rischi vulcanici e la segnaletica informativa.
Accessi regolamentati e monitoraggio
È stato confermato che il cancello sul sentiero di Pietracannone è attivo e presidiato, con vigilanza dinamica della Polizia di Stato. Le valutazioni tecniche indicano che la colata è scarsamente alimentata e non comporta pericoli per i centri abitati.
La situazione resta comunque monitorata costantemente: eventuali variazioni del flusso lavico saranno valutate in tempo reale e, se necessario, potranno portare a una rimodulazione delle misure di protezione civile.
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