Etna, la Protezione civile alza l’allerta: “Alta probabilità di fontane di lava”. Interdetta la zona sommitale
Catania, 28 agosto 2025, ore 9:39 – L’Etna è in fase di attività. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) di Catania ha rilevato fenomeni che indicano «un’alta probabilità di accadimen...
Catania, 28 agosto 2025, ore 9:39 – L’Etna è in fase di attività. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) di Catania ha rilevato fenomeni che indicano «un’alta probabilità di accadimento imminente di fontane di lava».
Per questo motivo il livello di allerta è stato innalzato a F1 del sistema ETNAS, con conseguente divieto di accesso alle zone sommitali del vulcano. La notizia è stata diffusa dal Dipartimento regionale della Protezione civile attraverso i propri canali ufficiali.
Il meccanismo che regola il cambio di livello si basa su un software di monitoraggio: quando alcuni parametri superano le soglie di sicurezza, l’Ingv invia automaticamente un segnale alla Protezione civile regionale. Quest’ultima, tramite il sistema ETNAS, informa le autorità locali, che devono disporre la chiusura degli accessi ai turisti sopra i 2.500 metri di quota.
Il capo del Dipartimento regionale di Protezione civile, Salvo Cocina, ha precisato che con l’innalzamento dell’allerta è stata «subito attivata la fase locale di ALLARME», con l’obbligo di interdire anche la zona sommitale (ZS) e di applicare le procedure previste per la sicurezza della popolazione e dei visitatori.
L’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, è costantemente monitorato dagli esperti dell’Ingv e dalla Protezione civile. L’obiettivo del sistema automatizzato è ridurre al minimo i rischi connessi all’improvvisa attività eruttiva.
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