Frana di Niscemi, 16 indagati: tra loro i 4 ex presidenti della Regione e il ministro Nello Musumeci
Frana di Niscemi, 16 indagati: tra loro i 4 ex presidenti della Regione e il ministro Nello Musumeci
NISCEMI – Svolta nelle indagini sulla devastante frana del 25 gennaio scorso che ha colpito il territorio di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. La Procura di Gela, guidata dal procuratore Salvatore Vella, ha aperto un fascicolo per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana, iscrivendo nel registro degli indagati 13 persone.
Tra i nomi più rilevanti figurano anche gli ultimi quattro presidenti della Regione Siciliana: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani, chiamati in causa per il periodo compreso tra il 2010 e il 2026.
L’enorme smottamento ha provocato danni gravissimi: case e mezzi sono stati trascinati a valle e decine di abitazioni sono rimaste sospese nel vuoto. Circa 1500 persone sono state costrette a lasciare le proprie case.
Secondo quanto emerso, i quattro ex governatori risultano indagati nella duplice veste di commissari di Governo per l’attuazione delle ordinanze di Protezione civile finalizzate alla mitigazione del rischio e di commissari contro il dissesto idrogeologico.
L’inchiesta coinvolge anche figure di primo piano della Protezione civile regionale: gli ex responsabili Pietro Lo Monaco e Calogero Foti, oltre all’attuale dirigente Salvo Cocina. Nel registro degli indagati compare anche Vincenzo Falgares, già direttore regionale.
Sotto inchiesta, in qualità di soggetti attuatori delle ordinanze per la mitigazione del rischio frana e delle misure contro il dissesto idrogeologico, risultano inoltre Salvo Lizio, Maurizio Croce, Sergio Tuminello e Giacomo Gargano.
Indagata infine anche Sebastiana Coniglio, responsabile dell’associazione temporanea di imprese incaricata di eseguire gli interventi di mitigazione del rischio, finanziati con circa 12 milioni di euro che – secondo la Procura – sarebbero rimasti inutilizzati.
Le indagini sono in corso e serviranno a chiarire eventuali responsabilità nella gestione del rischio idrogeologico e nella mancata realizzazione degli interventi previsti. Ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati fino a eventuale condanna definitiva.
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