Frana di Niscemi, Protezione civile: «L’intera collina sta scendendo verso la piana di Gela»
È una situazione destinata a peggiorare quella che interessa il territorio di Niscemi, nel Nisseno, dove una vasta frana sta coinvolgendo un’intera collina sovrastante la piana di Gela. A lanciare l’a...
È una situazione destinata a peggiorare quella che interessa il territorio di Niscemi, nel Nisseno, dove una vasta frana sta coinvolgendo un’intera collina sovrastante la piana di Gela. A lanciare l’allarme è il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, intervenuto nel centro operativo comunale (Coc) per fare il punto sull’emergenza insieme al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e al capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina.
«Abbiamo effettuato un primo sopralluogo con la componente scientifica del centro di competenza del Dipartimento della Protezione civile, il professor Nicola Casagli – ha spiegato Ciciliano – che ha messo in evidenza non solo ciò che è visibile in superficie, ma che in realtà l’intera collina sta scendendo verso la piana di Gela».
L’immagine più emblematica della frana è quella della parete terrosa quasi verticale, sulla cui sommità si trova una striscia di abitazioni oggi in bilico sul precipizio. Secondo gli esperti, però, la situazione non è circoscritta a un singolo fronte di cedimento, ma riguarda un movimento franoso più ampio e profondo.
La parete, spiegano i tecnici, dovrà necessariamente raggiungere un nuovo equilibrio naturale. Un concetto ribadito anche dal punto di vista scientifico. «Nella letteratura geologica – chiarisce Riccardo Ferraro, consigliere della Sigea (Società italiana di geologia ambientale) – i terreni sabbiosi, come quelli di Niscemi, hanno un angolo di resistenza al taglio di circa 35 gradi. Attualmente, invece, la parete presenta un’inclinazione di 85 gradi, una condizione che non può reggere».
Secondo Ferraro, questo dato rende inevitabile l’avanzamento della frana, con il rischio concreto che vengano progressivamente compromesse le costruzioni presenti nella parte alta del costone, fino a quando il terreno non troverà una nuova stabilità.
Intanto proseguono le attività di monitoraggio e coordinamento da parte delle autorità, mentre resta alta l’attenzione sul destino delle abitazioni e delle persone coinvolte in una delle emergenze geologiche più gravi degli ultimi anni nel territorio nisseno.
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