Una giornata da raccontare con il premio "Giò Battista Nicolosi" a Stefano Arcobelli: "Il giornalismo è ancora vivo"
La bella, appassionante e culturalmente coinvolgente iniziativa dei Lions in un sabato trascorso con il giornalista paternese ed inviato de La Gazzetta dello Sport. Tra ricordi, aneddoti, confronti con gli studenti ed una certezza: Paternò ha bisogno di p
95047.it Il mestiere di giornalista è così o, almeno, così dovrebbe essere. Opera e vive nella trincea quotidiana della cronaca, di storie da portare alla conoscenza di tutti, dell’approfondimento. Perché il mestiere di giornalista è così o, almeno, così dovrebbe essere. Poggiato sul confine complicato della perizia e della rettitudine che i pescatori di lealtà dovrebbero fare in modo di arpionare. Paternò la sua fucina di giornalisti con la G stampata a caratteri cubitali l’ha avuta. E nella giornata di ieri, il Lions Club di Paternò ha fatto riaffiorare - riuscendoci in pieno forse anche in modo inconsapevole - lo stupore che prende chi tenta questo lavoraccio. Ma la facciamo breve. Ieri tra l’Istituto economico “Gioacchino Russo” e la Biblioteca comunale, due incontri con il giornalista ed inviato de La Gazzetta dello Sport, Stefano Arcobelli. Una giornata intensa. Volata via tra il confronto appassionato con i ragazzi e quello più istituzionale (ma non certo meno coinvolgente), aperto al pubblico, nel pomeriggio. La sintesi di tutto è che il giornalismo è ancora vivo.
Stefano Arcobelli a Paternò si è fatto le ossa. Una palestra che lo ha formato e da dove ha compiuto il grande salto. Lui, è uno umile. Mai fuori le righe: ma, attenzione, efficace nella parola e nella schiettezza come nemmeno il miglior cronista di denuncia. Del resto, non sarebbe lì dov’è. Con nove Olimpiadi alle spalle (e la decima in arrivo), una miriade di campionati del mondo di nuoto e miliardi di articoli sui campioni del nuoto e non solo. Un archivio sportivo mondiale come quasi nessuno. Un riferimento assoluto per lo sport di tutta Italia e non solo.
Quelle di Stefano sono parole che restano. Crocevia dei pensieri e delle emozioni di tanti, inesauribile calligrafia di un cammino. Sì: il giornalismo, nonostante tutto, è ancora vivo.
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