INSEGUIMENTO 121 LA REPLICA DELL'AUTISTA DELLA MERCEDES: 'SONO IO LA VITTIMA'
Riceviamo e pubblichiamo la replica della signora alla guida della Mercedes:Smentisco la versione riportata nell’articolo, così come dichiarato dalla sottoscritta e mi riservo di far valere i miei dir...
Riceviamo e pubblichiamo la replica della signora alla guida della Mercedes:
Smentisco la versione riportata nell’articolo, così come dichiarato dalla sottoscritta e mi riservo di far valere i miei diritti. La versione non riporta assolutamente quanto accaduto ed è increscioso come io - donna vittima di percosse, aggressioni stradali e verbali - possa in un attimo essermi ritrovata da vittima a carnefice”.
A parlare è la donna alla guida della Mercedes classe A, che ha richiesto diritto di replica e della quale manteniamo la privacy anche in tutela della sua stessa sicurezza.
A sentire la versione della donna, l’inseguimento dello scorso venerdì, oggetto della smentita, sarebbe stato procurato dall’uomo a bordo della 500l, il quale - nonostante avesse in auto due minori e tre adulti, di cui un paziente dializzato - avrebbe speronato la donna, barrandogli la strada, per poi scendere dal mezzo e inveire contro di lei, con offese maschiliste, procurandole tra l’altro dei danni all’auto, e facendo successivamente rovinare a terra un giovane in scooter intervenuto in sua difesa.
“Incommentabili anche le condotte degli altri occupanti del veicolo Fiat - prosegue la donna - senza distinzione di età e condizioni fisiche, mi sono ritrovata con un’intera famiglia contro temendo il peggio, per fortuna sono riuscita a chiudermi dentro l’auto, per poi divincolarmi e condurre il mezzo in direzione Carabinieri.
E poi ci meravigliamo quando leggiamo l’ennesima notizia di femminicidio”.
La causa? Tutto sarebbe partito a seguito di un sorpasso compiuto dalla donna alla guida della Mercedes e che all’uomo non sarebbe piaciuto. Forse - ndr - per non aver digerito l’affronto?
Del resto in una terra dove ancora purtroppo regna il patriarcato, non ci sarebbe neanche tanto la meravigliarsi.
Precisiamo che questa testata si è limitata a riportare i fatti così come emersi nelle prime ricostruzioni e nella replica della persona coinvolta, senza attribuire colpe o responsabilità a nessuno. Saranno gli inquirenti a stabilire la verità dei fatti.
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