La gara d’appalto sulle scuole diventa un caso

Agli interessati concesse solo poco ore per potere presentare l’istanza di partecipazione. L’accusa dei professionisti e la replica del Comune. Ma qualcosa, alla fine di tutto, sembra proprio non tornare

02 marzo 2016 08:51
La gara d’appalto sulle scuole diventa un caso -
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95047.it Oltre la polemica, c’è una questione - probabilmente - di metodo. E, forse, anche di rapporti ormai deteriorati e sfilacciati tra gli uffici comunali e buona parte dei professionisti.
Ma veniamo ai fatti. Tra ieri e l’altro ieri l’invio dal palazzone municipale di una Pec (una mail di posta certificata) indirizzata a poco più di centro tra architetti e ingegneri che ha sollevato un vespaio di prese di posizione: nella mail fatta recapitare vi era l’istanza di partecipazione al bando riguardante due gare di progettazione per l’efficientamento energetico delle scuole di via Libertà e della Lombardo Radice. Lavori di importi da 720 mila e 700 mila euro. 
Sin qui nulla di strano: non fosse altro che l’ultimo giorno utile per la consegna delle istanze fosse proprio la giornata di ieri. Entro le ore 13. E chi si aggiudicherà la gara dovrà presentare il progetto definitivo entro il 9 marzo.

Più che una corsa contro il tempo, si tratta di avere a disposizione un pool di scienziati capaci di redigere di sanapianta un progetto che non può essere certo liquidato in appena una manciata di giorni. 
Da qui, l’inevitabile presa di posizione dei professionisti chiamati in causa “Come si può partecipare ad una gara del genere venendone a conoscenza la stessa mattina? E’ come dirci di fare un lavoro che non servirà a nulla?”, si chiede l’architetto Claudio D’Angelo.

Nel tardo pomeriggio di ieri, il dirigente ai Lavori Pubblici, Eugenio Ciancio, ha spiegato sul sito del Comune: “L’avviso è stato pubblicato sul sito dell’assessorato regionale il 25 febbraio e io stesso ne sono venuto a conoscenza sabato. Lunedì abbiamo mandato gli inviti: se questo è un errore o una illegittimità me ne assumo la responsabilità”.
Caso chiuso? Macché.
L’architetto Angelo Perri non le manda certo a dire e chiosa: “No scusate. Qualcuno mi spieghi: quindi se adesso si perde il finanziamento è colpa di quei lamentosi piagnoni professionisti che si sono lamentati di una procedura ritenuta quantomeno strana?”.



In tutto questo, c’è - infine - anche chi il dubbio lo insinua: “Ma siamo proprio sicuri che non vi sia chi ha già pronto il progetto esecutivo?”.
Solo illazioni, certo. Anche perchè a pensar male si fa peccato.