La sceneggiata Irpef
A marzo l’annuncio (populista) del suo dimezzamento. Questa mattina si torna, invece, a chiedere di riportarla al massimo. Risultato: in mezzo alle urgenze, da tre anni non si parla d’altro. Ieri approvato, intanto, il piano Aro: e anche qui è polemica
95047.it AGGIORNAMENTO: Alle ore 13 era caduto il numero. Alle 14 erano, invece, presenti 16 consiglieri: tutti e 16 hanno votato il loro “no”. La maggioranza non ha preso parte alla votazione.
Ora si apre la prossima battaglia: quella dell’eventuale “equilibro finanziario”. O sarebbe meglio dire “disequilibrio” finanziario.
LA CRONACA. Si andrà, tanto per cambiare, alla conta dei voti. La maggioranza, sulla carta, non ha i numeri ma qualche consigliere alla fine potrebbe arrivare in soccorso. Un film già visto. Un film noioso e in bianco e nero. E’ quello del ri-aumento dell’addizionale Irpef che nemmeno troppi mesi fa ci avevano detto (populisticamente e trionfalmente) che era stata dimezzata.
La gente sarà pure presa per scema. Ma capisce. E come se capisce. Fatto sta che, questa mattina alle 10.30, si torna in consiglio per il voto. Il pericolo serio è che non si riesca a chiudere il Bilancio: il leit motiv di sempre è invece che si deve giungere all’ultimo giorno per farlo. Ovvero, stando a leggi e leggine, entro domani. Tutto questo a fronte di uno schema di bilancio che non c’è e che non fa capire quale sia lo stato reale dei conti. A questo siamo.
“Ma l’aumento dell’Irpef è illegittimo perché le aliquote potevano essere modificate solo entro il 30 aprile: qualsiasi contribuente potrebbe ricorrere al TAR impugnando questo provvedimento”, scrive in una nota il consigliere Ciatto, che prosegue: “Il trucco dello squilibrio di bilancio è falso. l'aumento non è necessario perché per chiudere il bilancio si può agire su altre voci e per risolvere il problema finanziario di liquidità basterebbe rivedere nel concreto la prassi con cui si paga il servizio dei rifiuti. E rivedere lo stesso servizio, facendo una regolare gara; l'aumento è “schizofrenico”.
Intanto, ieri sera in consiglio è passata l’approvazione del Piano Aro (l’Ambito di raccolta ottimale dei rifiuti). Tutto liscio? Stando a quanto ci scrive il consigliere Turi Fallica, non proprio: “Una maggioranza risicata allargata ai soliti membri della finta opposizione, in tutto 14 su 30, ha approvato il Piano ARO per la gestione dei rifiuti a Paternò per i prossimi 7 anni. È una fotocopia del metodo di gestione attuale: gli stessi costi, circa 8 milioni di euro, la stessa confusione nelle responsabilità. Nessuna proposta è stata accolta delle associazioni e movimenti esterni, Vivisimeto (assenti) e 5stelle (presenti in aula). Sono state respinte anche le proposte di emendamenti per inserire alcune cose concrete in sede consiliare: Osservatorio dei rifiuti, con coinvolgimento del mondo associativo civile; Responsabilizzazione totale dell'azienda vincitrice della pulizia totale del territorio, in modo da non provocare creazione di micro-discariche e aumentare i costi, e la creazione di Ecopunti per l'aumento è il miglioramento della differenziata con l'abbassamento dei costi. Auspico che tutte le associazioni vive della città (anche quelli assenti ingiustificate) prendono posizione, poiché continuare per altri sette anni così sarebbe insostenibile”.
9.7°