L’Associazione “20 Novembre 1989 ETS” scrive al Presidente Mattarella: “Serve una legge per riconoscere e tutelare i caregiver familiari

L’Associazione Nazionale “20 Novembre 1989” ETS, aderente alla F.I.R.S.T. (Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità), ha inviato una lettera ufficiale al Pr...

A cura di Redazione Redazione
11 novembre 2025 10:51
L’Associazione  “20 Novembre 1989 ETS” scrive al Presidente Mattarella: “Serve una legge per riconoscere e tutelare i caregiver familiari -
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L’Associazione Nazionale “20 Novembre 1989” ETS, aderente alla F.I.R.S.T. (Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità), ha inviato una lettera ufficiale al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro per le Disabilità, per chiedere con urgenza una legge nazionale che riconosca e tuteli i caregiver familiari.

A firmare la missiva è il presidente nazionale Dott. Sebastiano Amenta, che da anni si batte per i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
Nel documento, l’associazione esprime con forza e dignità il disagio di migliaia di cittadini che ogni giorno si prendono cura, in silenzio, dei propri cari con disabilità, spesso rinunciando al lavoro, alla salute e alla vita personale.

“Sono madri, padri, figli, sorelle, fratelli, coniugi – scrive Amenta – che ogni giorno rinunciano a sé stessi per donare tempo, energia e amore a chi non può farcela da solo. Sono il volto più umano e silenzioso dell’Italia della solidarietà.”

La lettera denuncia una realtà amara: in Italia il caregiver familiare non ha ancora un riconoscimento giuridico, né tutele economiche o previdenziali stabili.
Chi assiste un familiare disabile, di fatto, sostiene una parte importante del sistema di welfare nazionale, evitando allo Stato costi enormi per ricoveri o assistenza sanitaria, ma viene lasciato solo.

“È un paradosso crudele – sottolinea il presidente –: chi sostiene il welfare nazionale viene abbandonato dallo Stato.”

L’associazione ricorda come molti Paesi europei, tra cui Germania, Finlandia, Portogallo, Croazia, Scozia e Danimarca, abbiano già riconosciuto questa figura, prevedendo contributi economici, copertura previdenziale, servizi di sollievo e supporto psicologico.
Anche la Direttiva Europea 2019/1158 impone agli Stati membri di garantire una reale conciliazione tra vita lavorativa e familiare, includendo chi si prende cura di persone con disabilità.

Da qui, l’appello al Governo italiano:

  • riconoscere il caregiver familiare come figura giuridica;
  • garantire un sostegno economico dignitoso e stabile;
  • prevedere contributi previdenziali per il tempo dedicato alla cura;
  • offrire supporto psicologico, formazione e servizi di sollievo;
  • armonizzare la normativa italiana agli standard europei di tutela.

“Non chiediamo privilegi, ma il diritto di essere riconosciuti. Dietro ogni persona con disabilità c’è un caregiver che veglia, che rinuncia, che ama.
E dietro ogni caregiver deve esserci uno Stato che riconosce, sostiene e non dimentica.”

Conclude Amenta:

“Trasformare l’amore in diritto non è un sogno: è un dovere morale e civile. L’Italia ha bisogno di una legge che non lasci più nessuno solo.”