Paternò, Maria Rosi Longo premiata a Lecce per il romanzo nato dalla storia del nonno.

L’autrice paternese Maria Rosi Longo premiata a Lecce: Menzione d'onore al Premio Internazionale "Le Muse 2026"

A cura di Redazione Redazione
23 settembre 2026 18:27
Paternò, Maria Rosi Longo premiata a Lecce per il romanzo nato dalla storia del nonno. -
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Una storia dalle radici paternesi premiata a Lecce: Menzione d’Onore al romanzo storico “Sopra il filo sottile. Frammenti di un amore tra le macerie della Seconda Guerra Mondiale”.

Il romanzo storico “Sopra il filo sottile. Frammenti di un amore tra le macerie della Seconda Guerra Mondiale”, pubblicato da Edizioni Efesto, affonda le sue radici nella memoria della città attraverso la storia di Antonino Fiorito.

Da Paternò a Lecce, una storia si trasforma in romanzo e conquista un importante riconoscimento internazionale. L’autrice paternese Maria Rosi Longo è stata insignita di una Menzione d’Onore al Premio Internazionale “Le Muse 2026” per il suo libro “Sopra il filo sottile – Frammenti di un amore tra le macerie della Seconda Guerra Mondiale”.

La cerimonia di premiazione si è tenuta sabato 19 settembre a Lecce, consacrando un’opera pubblicata nel dicembre 2025 da Edizioni Efesto.

Al centro della narrazione c’è la figura di Antonino Fiorito, nonno materno dell’autrice e paternese classe 1911, la cui esperienza ha ispirato l’intero racconto.

«Questo libro vuole essere un omaggio a ciò che resiste oltre le macerie, lo spazio e il tempo: all’umanità che non si arrende, ai legami che sfidano la distruzione e alla memoria che continua a parlare anche quando tutto il resto sembra perduto», dichiara l’autrice.

Il legame con Paternò è il cuore pulsante della genesi del libro. Attraverso le sue pagine, la città d’altri tempi viene restituita ai lettori tramite i ricordi della vita quotidiana del passato: la realtà rurale, gli antichi mestieri, le espressioni dialettali, i personaggi della tradizione popolare e quei luoghi storici che oggi appartengono a una Paternò lontana.

La vicenda si sviluppa tra Paternò e Genova, negli anni difficili del secondo conflitto mondiale. Qui la grande Storia incontra il vissuto della gente comune, tra paure, privazioni e fragilità esistenziale.

Nel racconto, la drammaticità della guerra si intreccia costantemente con la dimensione degli affetti, dove l’amore non va inteso nel suo senso puramente romantico, ma come un’autentica forma di resistenza.

Un sentimento che diventa forza morale, scelta e responsabilità personale: un modo per affermare la propria libertà individuale, difendere l’umanità di fronte alla distruzione e lasciare un segno profondo destinato a superare il tempo e le generazioni.

Il riconoscimento ottenuto a Lecce assume quindi un significato particolare anche per Paternò. La storia raccontata da Maria Rosi Longo nasce infatti dalla memoria di una famiglia paternese e porta con sé immagini, parole e testimonianze di una città che non c’è più, trasformando un patrimonio di ricordi privati in una narrazione universale capace di raccontare le radici della nostra terra.