L’evoluzione del poker, dagli antenati ai tornei online

È possibile che al giorno d’oggi ci sia qualcuno che non conosca le regole del poker? Sicuramente no. Anche grazie all’utilizzo di termini specifici nel linguaggio comune, come poker face per un’espre...

A cura di Redazione Redazione
07 giugno 2023 20:01
L’evoluzione del poker, dagli antenati ai tornei online -
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È possibile che al giorno d’oggi ci sia qualcuno che non conosca le regole del poker? Sicuramente no. Anche grazie all’utilizzo di termini specifici nel linguaggio comune, come poker face per un’espressione imperscrutabile o poker per indicare una quaterna, il poker fa parte del bagaglio culturale di chiunque. Questo grazie alla sua storia, che soprattutto negli scorsi anni ha avuto un’impennata di popolarità senza precedenti; ma anche grazie a un’evoluzione che, nel corso dei secoli, ha sempre riscosso successo.

Come in molti altri casi, anche per il poker è difficile tracciare con certezza le origini precise. Un primo punto di partenza, oltre il quale è pressoché impossibile spingersi, è comunemente individuato in un gioco di carte persiano: l’As-Nas. È attestato fin dal 16esimo secolo, ma verosimilmente praticato in precedenza, ed è il più antico fra i giochi analoghi di cui si ha notizia. Le somiglianze con il poker sono lampanti: da un mazzo che conta tra le 20 e le 25 carte, divise in cinque diversi semi, ogni giocatore ne riceve alcune che possono comporre diverse combinazioni. Ogni giocatore punta sulla propria mano, con l’obiettivo di essere quello che realizza la combinazione dal valore più alto.

In Europa, nei secoli successivi, si hanno notizie di giochi con regole simili dove sempre più importante diventa l’arte di confondere i propri avversari, ancora oggi ben nota nel moderno poker come bluff. Così in Francia, dov’era diffuso il poque, come in Germania, dove si poteva praticare il poch o pochen: entrambi i nomi sono semanticamente vicini a termini che, nelle due lingue, indicano un inganno o un raggiro, probabile riferimento proprio al bluff.

Bisogna spingersi fino all’800 per trovare notizie certe sul poker, che comincia a essere regolarmente menzionato nei territori statunitensi dove giunse, con tutta probabilità, con i coloni francesi. Il gioco infatti si diffuse soprattutto nei territori dell’attuale Louisiana, e veniva praticato utilizzando carte con semi francesi come oggi: l’abbandono delle carte da gioco persiane è un altro indizio circa l’eredità europea del poker statunitense. In queste prime versioni il mazzo continuava a essere composto da una ventina di carte, con i giocatori che potevano puntare esclusivamente sulle combinazioni casualmente ricevute: solo nella prima metà dell’800 cominciò a diffondersi il draw poker, che sfruttando un mazzo completo da 52 carte permetteva maggiore varietà di combinazioni e più giocatori allo stesso tavolo.

L’evoluzione del poker, dagli antenati ai tornei online
L’evoluzione del poker, dagli antenati ai tornei online

Velocemente diffusosi in tutti i territori americani, il poker cominciò a differenziarsi in varie specialità che spesso prendevano il nome di luoghi specifici come nel caso del Texas Hold’Em o dell’Omaha, oltre a introdurre distinzioni come stud poker o community cards. Il gioco venne infine istituzionalizzato, per così dire, in tornei ufficiali appositamente organizzati. Arriviamo quindi alle prime World Series of Poker, tenutesi a Las Vegas nel 1970: dopo i primi anni di perfezionamento della formula, nel 1972 vinse una leggenda del poker come Thomas Preston. Volendo dare massimo risalto alla portata della sua impresa sportiva, Amarillo Slim, com’era noto al tavolo verde, organizzò numerosi eventi che diedero enorme risonanza al poker: l’anno successivo infatti l’evento venne per la prima volta trasmesso in televisione. È stata la prima occasione nella quale, grazie al mezzo televisivo, la disciplina è entrata nelle case del grande pubblico, che ha potuto così prendere familiarità con il poker sportivo: dal linguaggio del corpo al significato dei gesti, arrivando fino all’abbigliamento e alla condotta dei giocatori, la prima grande esplosione di popolarità del poker e del suo mondo è da ricondurre all’intuizione, e anche all’ego, di uno dei primi giocatori superstar.

Il successo del poker è poi passato, inevitabilmente, per la digitalizzazione del gioco, un processo che dagli anni 2000 continua ancora oggi. La crescente accessibilità alla rete, che in quegli anni cominciava a rivoluzionare pressoché ogni aspetto del quotidiano, non ha lasciato immune nemmeno il poker: hanno cominciato a comparire le prime poker room, ospitate da operatori che del digitale hanno fatto il loro core business. La vicenda di Chris Moneymaker, che da un torneo online giunse a vincere le WSOP del 2003, ha fatto esplodere l’interesse verso il poker online, al quale si è ben presto accompagnata la comparsa di innumerevoli programmi televisivi dedicati. Copertura di eventi live, approfondimenti e commenti erano ospitati persino su canali tematici, rendendo gli anni 2000 il periodo di massimo interesse verso il poker.

Al giorno d’oggi, la televisione ha ceduto lo scettro di maggior strumento di intrattenimento al web e allo streaming, e il poker non è stato da meno: la copertura del gioco è assicurata da canali streaming che propongono sia contenuti live che on demand, conservando la memoria di incontri e tornei del passato reperibili in ogni momento. Se oggi il poker è a tutti gli effetti un eSport, con ricchi contratti di sponsorizzazione e protagonista anche nella realtà virtuale, non si può dimenticare la strada percorsa dal gioco dall’antico Oriente fino ai nostri giorni.