Misterbianco, droga nascosta nel frigo del fast food: arrestato 35enne

Nell’ambito di un’attività di controllo del territorio contro l’illegalità diffusa, i Carabinieri della tenenza di Misterbianco hanno arrestato un 35enne catanese, sulla base degli indizi raccolti, da...

A cura di Redazione Redazione
08 novembre 2025 10:00
Misterbianco, droga nascosta nel frigo del fast food: arrestato 35enne -
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Nell’ambito di un’attività di controllo del territorio contro l’illegalità diffusa, i Carabinieri della tenenza di Misterbianco hanno arrestato un 35enne catanese, sulla base degli indizi raccolti, da verificare in sede giurisdizionale, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Durante una verifica amministrativa in un’attività commerciale nei pressi di via Campo Sportivo, a Misterbianco, i militari dell’Arma sono entrati nei locali identificando tutto il personale dipendente presente e un 35enne, pregiudicato, residente a San Pietro Clarenza, che di fatto gestisce il fast food.

I Carabinieri, dunque, hanno proceduto a ispezionare i vari ambienti, tra cui servizi igienici e spogliatoi che risultavano già aperti, per poi accedere a una stanza adibita a magazzino, la cui porta era però chiusa. Il 35enne, a quel punto, ha dichiarato di essere l’unico detentore delle chiavi di quel deposito che, perciò, ha aperto.

Non appena gli investigatori sono entrati hanno percepito, immediatamente, un forte odore di sostanze stupefacenti e infatti, poco dopo, aprendo un frigorifero in disuso, hanno trovato consistenti “scorte” di droga. Contenuti in quattro distinte buste di cellophane i militari hanno scovato marijuana per un peso complessivo di 1,169 kg. In altre bustine, invece, hanno recuperato 27 grammi di cocaina e 311 grammi di hashish. Nel frigorifero era stato nascosto anche svariato materiale per il confezionamento, tra cui rotoli di scotch, spillatrici, bilancini elettronici di precisione ancora intrisi di droga.

Il materiale e la droga sono stati sequestrati mentre l’uomo è stato arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria che, ferma restando la presunzione d’innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva, ha disposto che fosse portato nel carcere di Piazza Lanza.