Molotov contro l’auto del rivale: due arresti a Palagonia
Molotov contro l’auto del rivale: due arresti a Palagonia
Questa mattina, in Palagonia, su disposizione della Procura della Repubblica di Caltagirone che ha coordinato le indagini, i Militari della Compagnia Carabinieri di Palagonia, con il supporto nella fase esecutiva del personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di “Sicilia” hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Caltagirone, nei confronti di due indagati ritenuti, allo stato delle indagini e ferma restando la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna, fortemente indiziati in ordine ai reati di, fabbricazione, detenzione e utilizzo di ordigno esplosivo (bottiglia incendiaria tipo “Molotov”), aggravate dal fatti di aver messo in serio e concreto pericolo la pubblica incolumità, in concorso tra loro.
Destinatari del provvedimento sono AMOROSO Enrico, Palagonese classe 2005, e LA GUIDARA Pietro Palagonese classe 2007.
Nel corso della perquisizione presso l’abitazione dove AMOROSO Enrico vive assieme ai genitori, i Carabinieri hanno scovato una pistola calibro 7,65, con caricatore inserito, nascosta dietro il comodino della camera dal letto del padre 50enne. Oltre all’arma, posizionata in modo da essere prontamente disponibile, l’uomo aveva occultato 60 proiettili calibro 7,65, uno calibro 9 e uno calibro 12. Per tali motivi, sulla base degli indizi raccolti, da verificare in sede giurisdizionale, l’uomo è stato arrestato e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa di udienza di convalida.
L’odierno provvedimento a carico dei due giovani scaturisce da un grave episodio avvenuto a Palagonia la sera dello scorso 19 marzo. Intorno alle 22:40, in via P. Novelli, una forte esplosione ha scosso il centro abitato, innescando un violento incendio che ha completamente avvolto una Peugeot 206.
Il boato si è verificato in un’area densamente urbanizzata, tra palazzi e civili abitazioni. L’immediato intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato che il rogo si propagasse ulteriormente; solo l’assenza di passanti o veicoli in transito al momento della deflagrazione ha impedito che l’atto criminoso si trasformasse in tragedia.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Caltagirone e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Palagonia, hanno consentito di delineare un quadro probatorio chiaro, ricostruendo sia la dinamica dell’attentato sia il movente, riconducibile a una sfera passionale.
Secondo quanto emerso, l’azione intimidatoria era diretta a un 20enne del luogo, preso di mira da Amoroso per aver frequentato la sua ex fidanzata, con la quale l’uomo aveva nel frattempo riallacciato i rapporti. Per colpire il rivale, gli indagati avrebbero collocato l’ordigno incendiario sull’auto in uso al giovane.
L’impianto accusatorio, corroborato dagli esiti delle indagini tecniche e tradizionali, nonché dalle numerose testimonianze raccolte, ha permesso di definire con precisione le responsabilità dei due indagati, anche grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, visionate e analizzate dai Carabinieri. L’attentatore materiale sarebbe stato identificato in Pietro La Guidara che viaggiava come passeggero a bordo di una Jeep Renegade condotta da Enrico Amoroso che avrebbe congeniato tutta l’azione criminosa ai danni del suo rivale. In particolare, alle 22.40 circa, l’autovettura giungeva nei pressi dell’abitazione del 20enne, La Guidara scendeva dal veicolo, posizionava una bomba molotov sul cofano della Peugeot 206 della vittima parcheggiata nella pubblica via, provocando l’innesco mediante fuoco; risalito a bordo della Jeep, i due si allontanavano repentinamente. Dopo qualche istante si verificava l’esplosione micidiale ad alto effetto distruttivo.
Le attività investigative, inoltre, avrebbero consentito di delineare un profilo ritenuto allarmante, caratterizzato da una spiccata propensione alla violenza e da una totale assenza di segnali di ravvedimento da parte di Amoroso, che risulterebbe inserito in un contesto delinquenziale tale da garantirgli la possibilità di reperire un’arma da fuoco. Tale disponibilità, unita a un’indole incline a risolvere i contrasti attraverso ritorsioni brutali, ne aggraverebbe sensibilmente la pericolosità, delineando un quadro che confermerebbe l’elevata pericolosità sociale del giovane e la sussistenza di un concreto rischio di recidiva.
Proprio in ragione di tale inclinazione alla violenza unita alla futilità del movente, il G.I.P. ha ravvisato un pericolo attuale e concreto di reiterazione di condotte delittuose, non escludendo il possibile uso di armi. Per tali motivi, Enrico Amoroso e Pietro La Guidara sono stati tratti in arresto e accompagnati presso la Casa Circondariale di Caltagirone, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
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