Naso insiste: "Il sindaco tolga l'addizionale e recuperi i soldi di Ato rifiuti e Ama"

I CONTI DEL COMUNE: una guerra senza esclusioni di colpi che oggi celebra una nuova puntata

A cura di Redazione Redazione
27 agosto 2015 08:10
Naso insiste: "Il sindaco tolga l'addizionale e recuperi i soldi di Ato rifiuti e Ama" -
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95047.it L'argomento resta quello delle tasse, dell'addizionale e delle cifre legate al Bilancio. L'ex consigliere comunale Nino Naso torna alla carica con una lettera di fuoco indirizzata - tra gli altri - al sindaco, alla presidente del consiglio, al presidente del collegio revisori dei conti ed alla corte dei conti. Una guerra senza esclusioni di colpi che oggi celebra una nuova puntata. Nello spirito di democrazia della nostra testata giornalistica, che lascia le porte aperte al dibattito, riportiamo la lettera fatta pervenire anche a 95047.it. Eccola di seguito:

LA PREMESSA. "I sottoscritti firmatari della presente, lamentano e denunciano da tempo una serie di procedimenti ed atti esitati da Mangano e compagni le cui conseguenze nefaste ricadono sui cittadini, oltre che sull’ente stesso causando danni finanziari non indifferenti alla cosa pubblica.
 In particolare nell’ultimo anno abbiamo assistito all’aumento dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF allo 0,8 per cento, voluto da Mangano con la scusa che occorreva far quadrare il bilancio, anche se non era necessaria tale aliquota massima in quanto erano stati “ nascosti”, da Mangano, i dati dei trasferimenti statali e regionali che coprivano ampiamente le spese dei servizi del comune ( 30 settembre 2014 delibera consiglio comunale n.84)".

LA RACCOLTA DELLE FIRME. "
Una legittima sollevazione popolare fatta di circa seimila firme ha prodotto una proposta di azzeramento dell’imposta, ma il consiglio comunale, con una maggioranza “inciuciata e manovrata” dal sindaco Mangano, prima ha rifiutato di ascoltare le legittime proteste della collettività bocciando tale proposta ( 08 giugno 2015 delibera consiglio comunale n.40), e poi ha adottato l’aliquota dello 0,4 per cento con un atto privo di qualsiasi efficacia (08 giugno 2015 delibera consiglio comunale n.42) in quanto il 30 luglio 2015 è stata confermata l’imposta nella misura massima dello 0,8 per cento ANCHE PER L’ANNO 2015".

I COSTI. "Visto che l’addizionale comunale all’IRPEF è applicata, come nel 2014, nella misura massima, significa che per un anno (da settembre 2014 a luglio 2015), per volontà del sindaco Mangano si sono fatte commissioni, riunioni e delibere inutili in quanto l’aliquota non è stata modificata, mostrando disprezzo nei confronti delle migliaia di cittadini che chiedevano, e chiedono, a gran voce l’abbattimento dell’imposta. In realtà un’utilità Mangano l’ha prodotta, si pensi a tutti gettoni di presenza già pagati, o che saranno pagati, ai consiglieri comunali per aver partecipato ad inutili sedute tenutesi su tali argomenti, provocando danno erariale, e furto morale nei confronti dei cittadini costretti a pagare balzelli per garantire queste forme di privilegio e di inefficienza amministrativa. Si vocifera di cifre attorno a euro 40.000 per gettoni di presenze dovuti solo per discutere inutilmente di questo argomento. Cifra che si aggiunge ai circa euro 700.000 annui pagati a Mangano e compagni.

Considerato che tali sprechi si uniscono ai seguenti:
Somme erogate dall’amministrazione Mangano all’ATO RIFIUTI (in liquidazione) per euro 1.350.000, malgrado i pareri sfavorevoli del responsabile del servizio interessato, del responsabile dell’ufficio bilancio, del segretario generale e del collegio dei revisori dei conti, in quanto pagamenti fatti senza controllo e riscontro alcuno.
Mangano e compagni continuano a non farsi restituire dall’A.M.A. spa, società che gestisce il servizio idrico, le notevoli somme che la stessa società deve al comune, ovvero ai cittadini, pari ad un importo superiore a euro 2.000.000. In compenso il sindaco vi nomina due tecnici esterni per una ulteriore spesa di circa euro 50.000 e, addirittura, l’amministrazione comunale, senza aver preventivamente definito gli obbiettivi gestionali a cui deve tendere la società partecipata e quant’altro previsto dalla legge, permette alla Stessa A.M.A. di operare autonomamente aumenti tariffari dell’acqua a carico degli inconsapevoli cittadini.
Per la piscina comunale, dicono che tutto va bene e che è funzionante, certo è che non è chiaro a vantaggio di chi è funzionante e perché, stante che il comune, per detta struttura continua a pagare grosse rate di mutuo ed a gestire solo spese e costi".

LE RICHIESTE. "Fermo restando ogni responsabilità per tali e irregolari comportamenti, ad attuare quanto segue prima di predisporre qualsiasi schema di bilancio di previsione 2015:
Di recuperare tutte le somme che il Comune, ovvero i cittadini, deve incassare da tutti gli organismi partecipati, dall’A.M.A. e dall’ATO SIMETO AMBIENTE, che ammontano complessivamente ad oltre euro 3.350.000, prevedendone la riscossione nel bilancio di previsione 2015.
Di recuperare tutte le somme che Mangano ha causato si pagassero per i gettoni delle commissioni consiliari bilancio e delle sedute di consiglio comunale tenute senza aver prodotto alcun atto concludente di modifica della l’aliquota dell’addizionale all’IRPEF, ovvero senza avere affrontato tematiche di competenza dei medesimi organi sul controllo degli organismi partecipati; prevedendone la riscossione nel bilancio di previsione 2015.
Di azzerare, conseguentemente, l’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2015, il cui importo previsto è meno della metà della somma da recuperare dagli organismi partecipati, entro il 30 settembre 2015.
Di azzerare la TASI per l’anno 2015 alla luce dei risparmi conseguibili con il restante importo, pari a più della metà delle somme recuperate dagli organismi partecipati, e con la restituzione delle somme per illegittimi gettoni di presenza dei consiglieri comunali, entro il 30 settembre 2015.

Si chiede e raccomanda al presidente del collegio dei revisore dei conti, che già hanno avuto modo di rilevare e denunciare le sopra riportate criticità, di vigilare e controllare sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione relativamente all’acquisizione delle entrate, all’effettuazione delle spese, all’attività contrattuale, all’amministrazione dei beni del comune di Paternò, con particolare riferimento ai punti indicati nella presente, notiziandone gli altri organi di controllo in indirizzo, che già in passato sono intervenuti su tali criticità".