NICOLOSI – Accesso ai Crateri Silvestri dell’Etna a pagamento: scoppia la polemica. L’ingresso costerà 5 euro (gratis per i residenti in Sicilia)
Dal 2 ottobre l’accesso ai Crateri Silvestri dell’Etna non è più libero: per entrare in uno dei luoghi simbolo del vulcano sarà necessario pagare un biglietto d’ingresso da 5 euro. La decisione, adott...
Dal 2 ottobre l’accesso ai Crateri Silvestri dell’Etna non è più libero: per entrare in uno dei luoghi simbolo del vulcano sarà necessario pagare un biglietto d’ingresso da 5 euro. La decisione, adottata dal gruppo Russo Morosoli, proprietario dell’area e gestore delle Funivie dell’Etna, ha subito acceso un acceso dibattito tra cittadini, escursionisti, guide e amministratori locali.
Il provvedimento viene visto da molti come una “tassa” sull’Etna, una barriera simbolica su un luogo che da sempre rappresenta la prima tappa per i turisti e un punto panoramico di enorme valore ambientale e identitario.
A esprimere contrarietà è Giuseppe Riggio, presidente del Club Alpino Italiano di Catania:
«I Silvestri hanno sempre rappresentato un primo contatto diretto con l’Etna, libero e spontaneo. Trasformare questo passaggio in un ticket a pagamento non può che lasciare perplessi».
Sulla stessa linea anche il sindaco di Nicolosi, Angelo Pulvirenti, che ha chiesto un confronto urgente:
«Ho appreso della novità a cose fatte e ho chiesto al Parco dell’Etna la convocazione del Consiglio dei sindaci. L’Etna è patrimonio dell’Umanità, non può essere gestito come un normale bene privato».
Intanto, sui social e nei gruppi delle guide naturalistiche, si moltiplicano i commenti di protesta e le preoccupazioni per le possibili ripercussioni sull’immagine turistica del vulcano.
Le parole dell’imprenditore Francesco Russo Morosoli
A replicare alle polemiche è lo stesso Francesco Russo Morosoli, patron della Funivia dell’Etna, che spiega le ragioni della scelta:
«Purtroppo innumerevoli episodi di abbandono dei rifiuti, micro discariche e lo spostamento di rocce per disegnare scritte e cuori ci hanno costretto a predisporre un accesso regolamentato».
Morosoli precisa che il biglietto non si applica ai residenti in Sicilia e rivendica la natura privata dell’area:
«I Crateri Silvestri sono stati acquistati dal mio gruppo nel 1997 dal fallimento della società Montenero. Non è un’area demaniale né soggetta a concessione: è proprietà privata, che abbiamo il dovere di preservare e tutelare».
L’imprenditore aggiunge che la decisione era stata già annunciata mesi fa:
«Già ad aprile avevamo predisposto un presidio e informato tutti gli operatori. Non comprendiamo la sorpresa: nel resto del mondo i siti naturalistici sono a pagamento. Chi protesta forse teme di dover rinunciare a parte dei propri guadagni».
Morosoli parla anche dei progetti di valorizzazione:
«Abbiamo realizzato studi con l’Università di Catania, presentando al Parco dell’Etna un progetto “Living Lab” per migliorare l’accessibilità e abbattere le barriere architettoniche, ma non è stato ancora istruito».
Infine, conclude:
«I cinque euro servono a coprire i costi di gestione, pulizia, personale, brochure informative e materiali divulgativi. È un contributo minimo per mantenere dignità e decoro a un luogo unico».
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