Olio extravergine italiano, produrlo costa già 9 euro al chilo: ecco perché i prezzi bassi non sono realistici

Produrre un litro di vero olio extravergine d’oliva italiano a un costo inferiore ai 9 euro al chilo è ormai fuori portata per la maggior parte delle aziende agricole. A spiegarlo è Alberto Grimelli,...

A cura di Redazione Redazione
07 dicembre 2025 19:22
Olio extravergine italiano, produrlo costa già 9 euro al chilo: ecco perché i prezzi bassi non sono realistici -
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Produrre un litro di vero olio extravergine d’oliva italiano a un costo inferiore ai 9 euro al chilo è ormai fuori portata per la maggior parte delle aziende agricole. A spiegarlo è Alberto Grimelli, fondatore del sito specializzato “Teatro Naturale”, che da anni analizza i bilanci dell’olivicoltura italiana e monitora l’andamento dei costi del settore.

Secondo Grimelli, il prezzo dell’extravergine italiano non è mai stato particolarmente basso, ma l’aumento del costo dei materiali agricoli, dell’energia e della manodopera ha portato a un punto di non ritorno. Oggi, 9 euro al chilo rappresentano il limite minimo, sufficiente appena a coprire le spese di produzione e senza includere confezionamento e distribuzione. In molti casi, sottolinea l’esperto, si tratta persino di un valore troppo ridotto.

Il calcolo evidenzia che un oliveto intensivo o semi-intensivo, ben gestito e irrigato, con una produzione media di 90 quintali di olive per ettaro (circa 100 litri di olio), richiede un investimento annuale compreso tra 11.000 e 13.000 euro. Le principali voci di costo riguardano la concimazione, che da sola incide per almeno mille euro l’anno, la potatura, i trattamenti fitosanitari, l’irrigazione e le spese per la raccolta, che variano tra 2.700 e 5.000 euro a seconda delle tecniche utilizzate. A questo si aggiungono le attività di manutenzione e gestione del terreno, per circa un altro migliaio di euro.

Considerando tali cifre, il costo di un quintale di olive oscilla tra 120 e 140 euro. Chi effettua la trasformazione in proprio deve poi sostenere i costi di trasporto e molitura, pari ad altri 21-27 euro a quintale. Con una resa media del 16%, il costo effettivo di un chilo di olio extravergine si colloca tra 9 e 10 euro, equivalenti a 8-9 euro al litro. A queste spese devono essere aggiunti gli imballaggi, il trasporto, il margine del produttore e quello della grande distribuzione, che portano il prezzo finale sullo scaffale a oscillare tra i 17 e i 20 euro al litro.

Quando nei punti vendita compaiono bottiglie di olio extravergine “italiano” a 6 o 7 euro, le spiegazioni possibili – osserva Grimelli – sono essenzialmente due: l’utilizzo di miscele di oli provenienti da Paesi esteri, come Spagna o Tunisia, oppure vendite sottocosto. Un extravergine autenticamente italiano, prodotto nel rispetto delle normative, non può avere un prezzo inferiore agli 8 euro al litro già all’origine. Valori più bassi devono far sorgere dubbi sulla qualità o sulla trasparenza del prodotto.

Nonostante i costi più elevati rispetto ad altri Paesi, l’olio italiano continua comunque a essere molto richiesto. Da tre anni consecutivi si registrano giacenze finali pari a zero, segno di una domanda che rimane stabile. Il nodo critico resta quello del prezzo: per chi vive di olivicoltura vendere sotto i costi di produzione non avrebbe alcun senso economico, eppure – conclude Grimelli – accade ancora troppo spesso.