Orrore a Bronte: 19 cani detenuti nel più totale degrado, salvati dalle Guardie OIPA

Gli animali vivevano tra catene, sporcizia e sovraffollamento: la proprietaria è stata denunciata per maltrattamento.

A cura di Redazione Redazione
05 agosto 2026 16:15
Orrore a Bronte: 19 cani detenuti nel più totale degrado, salvati dalle Guardie OIPA -
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Diciannove cani sono stati trovati in condizioni di forte degrado a Bronte (CT), salvati dall’intervento delle Guardie Zoofile dell’OIPA di Catania a seguito di una segnalazione.

Nel cortile di un’abitazione è stato rinvenuto un cane costretto a vivere legato a una catena, e per questo estremamente limitato nei movimenti, senza un riparo adeguato che lo proteggesse dagli agenti atmosferici e dalle elevate temperature estive.

Poco distante, altri due cani erano confinati in una zona adibita a box, all’interno di una struttura fatiscente, realizzata con mattoni in cemento e coperta da una lamiera metallica, troppo piccola per ospitarli entrambi. Anche questi poveri cani erano immobilizzati da catene fisse.

La situazione più critica è stata però riscontrata all’interno dell’abitazione, dove 15 cani erano ammassati in un unico locale di appena 30 metri quadrati, in uno spazio del tutto insufficiente a garantire adeguate condizioni di vita, nel rispetto del loro benessere. Un altro cane era invece relegato in una stretta intercapedine, ricavata tra il muro dell’abitazione e una parete rocciosa naturale.

L’intera proprietà, sia nelle aree interne sia in quelle esterne, versava in condizioni igienico-sanitarie gravemente compromesse: pavimenti e spazi di permanenza degli animali erano completamente ricoperti da feci e urine, con un forte accumulo di deiezioni che rendeva l’ambiente altamente insalubre e potenzialmente pericoloso per la loro salute.

Vista la gravità della situazione, le Guardie OIPA hanno provveduto al sequestro dei 19 cani, che potranno essere affidati e, adottati, trascorso l’iter legale. La proprietaria è stata deferita all’autorità giudiziaria per il reato di maltrattamento di animali.

“Le condizioni in cui questi cani erano costretti a vivere rappresentano un quadro di estrema gravità, illegalità e disumanità. La legge vieta espressamente la detenzione degli animali alla catena o con altri sistemi di contenzione, riconoscendo come tali pratiche possano integrare il reato di maltrattamento. A ciò si aggiunge il grave sovraffollamento dell’abitazione, in contrasto con la normativa della Regione Sicilia, che disciplina rigorosamente il numero massimo di cani detenibili in ambito privato. È fondamentale che queste disposizioni vengano applicate con rigore, perché il rispetto della legge è il primo strumento per prevenire situazioni di degrado e sofferenza come quella emersa in questo intervento.”