Palagonia, corsa clandestina di cavalli: “anche colpi di kalashnikov durante la gara”
Palagonia, corsa clandestina di cavalli: “anche colpi di kalashnikov durante la gara”
PALAGONIA – Una presunta corsa clandestina di cavalli con la presenza di uomini armati e colpi d’arma da fuoco esplosi durante la gara. È quanto denunciato nelle scorse ore dall’attivista animalista Enrico Rizzi, che ha pubblicato sui social immagini e testimonianze relative a un episodio avvenuto venerdì mattina nel territorio di Palagonia, nel Catanese.
Secondo quanto riferito dallo stesso attivista, la gara illegale si sarebbe svolta lungo alcune strade della zona e rientrerebbe nel fenomeno delle corse clandestine riconducibili alla cosiddetta “zoomafia”, realtà più volte finite al centro di indagini e operazioni delle forze dell’ordine in Sicilia.
Nelle immagini diffuse online si vedrebbero cavalli lanciati al galoppo tra auto e motociclette, mentre durante la corsa – sempre secondo la denuncia di Rizzi – si sarebbero uditi colpi d’arma da fuoco esplosi da persone armate presenti sul posto. L’attivista parla anche di presunti colpi sparati con kalashnikov, circostanza che, qualora confermata dagli eventuali accertamenti investigativi, aggraverebbe ulteriormente il quadro dei fatti segnalati.
Secondo quanto trapelato, il video della corsa clandestina sarebbe già nelle mani degli investigatori che starebbero lavorando per identificare i responsabili presenti durante la gara, compresi i presunti “cowboy” e “pistoleri” immortalati nelle immagini circolate sui social.
Rizzi ha parlato di un fenomeno che continua a ripresentarsi nel territorio siciliano, denunciando quella che definisce una scarsa efficacia delle norme attualmente previste contro i reati legati allo sfruttamento degli animali e alle corse clandestine.
L’attivista ha inoltre ricordato di avere già preso parte in passato, anche come testimone, a procedimenti giudiziari legati a episodi analoghi, ribadendo il proprio impegno nel denunciare pubblicamente situazioni ritenute riconducibili a circuiti illegali.
Sull’episodio potrebbero ora essere avviati approfondimenti da parte delle autorità competenti per verificare quanto denunciato e individuare eventuali responsabilità.
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