PALERMITANO, BLITZ DELLA FINANZA NELLE SCUOLE PARITARIE: “STIPENDI PAGATI E POI RESTITUITI” PER OLTRE 150 LAVORATORI

Oltre 1,5 milioni di euro di redditi non dichiarati: secondo l’inchiesta, parte degli stipendi sarebbe stata restituita dai lavoratori alla società. Coinvolti più di 150 tra docenti e personale scolastico.

A cura di Redazione Redazione
18 agosto 2026 13:43
PALERMITANO, BLITZ DELLA FINANZA NELLE SCUOLE PARITARIE: “STIPENDI PAGATI E POI RESTITUITI” PER OLTRE 150 LAVORATORI -
Condividi

I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno scoperto un meccanismo di evasione fiscale in due scuole paritarie.

La verifica è stata condotta nei confronti della società cooperativa La Rocca di Cefalù che gestiva le scuole paritarie La Scicolone di Cefalù e la Ariosto di Termini Imerese, finite in un'inchiesta della procura di Termini Imerese condotta dai carabinieri.

I militari della finanza hanno contestato componenti positivi di reddito non dichiarati per oltre 1,5 milioni di euro e imposte evase per circa 660 mila euro.

L'attività è iniziata dopo l'indagine dei carabinieri che hanno contestato alla presidente del Cda Patrizia Ficicchia i reati di caporalato, estorsione e truffa. Il reato di caporalato che la cassazione successivamente ha annullato con la motivazione che il reato esiste nei campi. I finanzieri del gruppo di Termini Imerese hanno approfondito i connessi profili di natura fiscale, ricostruendo quello che ritengono un sistema di irregolarità nella gestione dei rapporti di lavoro e degli adempimenti tributari della società.

Secondo l'ipotesi investigativa sarebbe emerso un meccanismo secondo cui parte delle retribuzioni, pur risultando formalmente corrisposte, sarebbero state successivamente restituite dai lavoratori alla società, consentendo a quest'ultima di conseguire indebiti vantaggi anche sotto il profilo fiscale e danneggiando oltre 150 lavoratori tra docenti e personale amministrativo scolastico. Le verifiche avrebbero, inoltre, fatto emergere la simulazione di prestazioni di volontariato al posto di regolari rapporti di lavoro e l'indebita percezione di contributi pubblici cofinanziati dall'Unione europea.

Le fiamme gialle hanno segnalato alla procura l'amministratore della società per il reato di dichiarazione infedele, e la cooperativa per la responsabilità amministrativa degli enti, chiedendo il sequestro preventivo per circa 105 mila euro.