Paternò, ex primario accusato di violenza sessuale: intercettazioni e minacce, la procura chiede il carcere. Lunedì sarà interrogato
È fissato per lunedì l’interrogatorio di Giuseppe Angelo Reina, 63 anni, direttore sanitario dell’Asp di Catania dal 3 settembre e in passato primario dell’ospedale “SS. Salvatore” di Paternò. Nei suo...
È fissato per lunedì l’interrogatorio di Giuseppe Angelo Reina, 63 anni, direttore sanitario dell’Asp di Catania dal 3 settembre e in passato primario dell’ospedale “SS. Salvatore” di Paternò. Nei suoi confronti il gip ha disposto la sospensione per un anno dall’incarico, nell’ambito di un procedimento che lo vede accusato di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità.
Secondo l’ordinanza, il quadro delineato dalla procura va oltre i confini delle semplici molestie: la collega chirurgo che ha sporto denuncia avrebbe subito pressioni continue, minacce e umiliazioni. Tra le condotte contestate figurano offese verbali, l’assegnazione dei turni in sala operatoria subordinata a rapporti sessuali, incarichi personali come la ricerca di preventivi o l’acquisto di un’auto, fino al ritardo intenzionale di documenti utili alla sua progressione professionale.
Un passaggio significativo riguarda anche l’avvertimento legato a un contratto al Policlinico di Catania: «Se chiedi l’aspettativa per andare al Policlinico, poi ci vediamo» avrebbe detto Reina alla collega, prospettandole conseguenze negative.
Le indagini sono partite dalla denuncia della dottoressa e si sono arricchite di intercettazioni e riprese ambientali. Da queste sarebbero emersi comportamenti analoghi nei confronti di altre quattro professioniste: due hanno dichiarato di avere subito pressioni in un clima di timore, mentre altre due hanno parlato di rapporti consensuali o hanno ridimensionato gli episodi.
Il quadro raccolto ha spinto la procura a valutare la richiesta di custodia cautelare in carcere.
La linea difensiva, espressa dall’avvocato Rosario Pennisi, è netta: «Molti episodi contestati riguardano rapporti chiaramente consensuali, che solo in seguito sono stati interpretati diversamente. È la stessa donna che perseguitava il mio assistito e che ora, per vendetta, ha presentato accuse infondate».
Lunedì, davanti al gip, sarà lo stesso Reina a dover chiarire la propria posizione.
15.9°