PATERNO': <GUERRA DEI POVERI> PER I BUONI SPESA, PROTESTA AL COMUNE
Una situazione esplosiva che potrebbe ripetersi in maniera più grave anche nei prossimi giorni, ma che è figlia di una gestione poco chiare delle misure di emergenza previste dal Governo nazionale e r...
Una situazione esplosiva che potrebbe ripetersi in maniera più grave anche nei prossimi giorni, ma che è figlia di una gestione poco chiare delle misure di emergenza previste dal Governo nazionale e regionale per l’emergenza coronavirus. Parliamo dei buoni spesa previsti dalle normative e che vanno assegnati a chi, a causa del blocco per l’epidemia, ha perduto il lavoro e ogni forma di sostentamento.
Ma a Paternò la situazione è stata ancora peggiore, tanto da costringere una trentina di persone a riunirsi stamattina davanti al Palazzo comunale per chiedere conto e ragione su alcuni fatti. Diciamo innanzitutto che il blocco è iniziato ad inizio marzo.
E che dopo qualche giorno il Governo nazionale, tramite la protezione civile, ha assegnato delle somme ai Comuni per dei buoni spesa per chi aveva perso il lavoro o si trovava in situazione economica grave. Da questi provvedimenti, sono esclusi i titolari di reddito di cittadinanza, carta rei, e di altre forme di sovvenzione statale. Paternò ha ricevuto oltre 470 mila euro dalla protezione civile.
Le domande per avere i buoni, sono state presentate nei giorni scorsi, e da qualche settimana il Comune ha iniziato a provvedere alla spartizione.
Ma qui qualcosa non và. In un primo momento, si diceva che dividevano i buoni a 30- 40 persone al giorno, da qui le prime proteste e il coinvolgimento di polizia municipale per dividerli prima. Dei buoni senza nessun nome, senza numeri di serie, e anche difficile risalire a chi sono dati in che quantità e anzi facilmente falsificabili con una buona stampante ed un programma di etichette. Oggi il culmine.
Una trentina di persone, dopo vari rumor sui social, si sono presentati al Comune chiedendo spiegazioni e buoni. Dopo varie situazioni, con animi anche accaldati tanto da richiedere l’intervento di carabinieri e polizia municipale sul posto.
Una mezza soluzione, con le persone che mano a mano venivano chiamati, e a cui venivano consegnati i buoni, dopo avere esaminato la pratica. Una situazione poco limpida, più da spartizione di pani e pesci, e ricordiamo, che ancora sono in ballo altri buoni, che dovrebbero essere emanati a breve grazie ai 952 mila euro della Regione. In questa situazione, il Comune di Paternò è notevolmente in ritardo, e questo ha sicuramente contribuito all'esasperazione degli animi.
Ma proprio in momenti come questi, di difficoltà, bisognerebbe restare uniti e vicini proprio nei confronti di chi sta peggio. I cittadini evitando di richiedere benefici non dovuti, e per cui si rischia, in caso di falsa autocertificazione, una denuncia penale e una sanzione molto salata, e le istituzioni, che ora più che mai dovrebbero dare risposte immediate e certe, soprattutto nella massima trasparenza.
Rivolgiamo un accorato appello, a tutti, di agire, ognuno per la propria parte (cittadini, istituzioni e Forze armate), nel rispetto della legge, e auspichiamo, che chi di competenza, svolga i necessari e dovuti controlli, per fare in modo che le misure previste dai Governi nazionale e Regionale, siano rispettate, sia da parte degli Enti che dai cittadini.
Il Direttore Luigi Saitta
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