Paternò, il “vikingo urbano” colpisce ancora sul Corso Italia: lo sfogo ironico di un commerciante

Uno sfogo duro e amaro quello di un commerciante del Corso Italia che denuncia l’ennesimo episodio di inciviltà avvenuto ieri mattina, documentato da un’immagine estrapolata dal sistema di videosorveg...

A cura di Redazione Redazione
26 gennaio 2026 09:30
Paternò, il “vikingo urbano” colpisce ancora sul Corso Italia: lo sfogo ironico di un commerciante -
Condividi

Uno sfogo duro e amaro quello di un commerciante del Corso Italia che denuncia l’ennesimo episodio di inciviltà avvenuto ieri mattina, documentato da un’immagine estrapolata dal sistema di videosorveglianza.

Nella foto si vede un uomo che, invece di utilizzare i servizi igienici del locale da cui proveniva, avrebbe scelto di trasformare un’area privata davanti al negozio in un urinatoio improvvisato.

A corredo dell’immagine è stato inserito in modo volutamente sarcastico un “urinatoio” generato con l’intelligenza artificiale, un elemento grafico che non rappresenta la realtà, ma che è stato aggiunto esclusivamente per evidenziare, con ironia, l’assurdità del gesto denunciato.

Secondo quanto riferito dal commerciante, episodi simili si sarebbero già verificati più volte in passato, segno di una situazione che ormai va avanti da tempo e che alimenta esasperazione e rabbia tra chi lavora ogni giorno.

Il commento affidato allo sfogo pubblico è carico di ironia e indignazione:

“Questo esemplare di vikingo urbano, probabilmente in lotta con una prostata ribelle e con il senso civico in ferie, non ha ritenuto necessario utilizzare un bagno vero”.

Oltre al danno d’immagine e al disagio quotidiano, il gesto configura anche una violazione normativa. Si tratta infatti di un atto contrario alla pubblica decenza (art. 726 del Codice Penale): una condotta oggi depenalizzata, ma ancora sanzionabile amministrativamente.

Lo sfogo si chiude senza mezzi termini:

“Chiedo scusa se ti definisco vikingo e incivile, ma è esattamente ciò che sei”.

Al di là dell’ironia e dell’indignazione, resta la richiesta di maggiore rispetto e di tutela del decoro urbano, soprattutto in una zona centrale e commerciale della città, già messa a dura prova da episodi che nulla hanno a che fare con la convivenza civile.