Paternò. La relazione del ministro dell’Interno parla di “totale assenza di legalità”, tasse non pagate (sindaco compreso) e rimborsi senza controlli
Paternò, Comune sciolto per mafia: la relazione del ministro dell’Interno parla di “totale assenza di legalità”, tasse non pagate (sindaco e assessori compresi) e rimborsi senza controlli. Nella relaz...
Paternò, Comune sciolto per mafia: la relazione del ministro dell’Interno parla di “totale assenza di legalità”, tasse non pagate (sindaco e assessori compresi) e rimborsi senza controlli. Nella relazione inviata al Presidente della Repubblica il 13 novembre 2025, si descrive una situazione gravissima che ha portato allo scioglimento per mafia del Comune di Paternò. Dai documenti emerge un’amministrazione senza controlli, con regole spesso non rispettate e soldi pubblici gestiti male, fino a compromettere il funzionamento stesso del Comune. Secondo la relazione, non si tratta di singoli episodi, ma di situazioni ripetuti nel tempo, tali da rendere necessario l’intervento dello Stato.
Tasse comunali non pagate da amministratori e consiglieri
Uno degli aspetti più gravi riguarda il mancato pagamento delle tasse comunali.
La commissione ha accertato che diversi assessori e consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, non pagavano i tributi dovuti al Comune, pur avendo ricevuto regolarmente le cartelle di pagamento. In pratica, le tasse erano state richieste, ma non versate. Questo ha creato una situazione anomala: chi amministrava il Comune era in debito con il Comune stesso.
Le irregolarità riguardano anche il sindaco, che non avrebbe pagato Imu e Tari per diversi anni, a partire dal 2012/2013, saldando il debito solo in parte dopo l’arrivo della commissione di accesso. Per legge chi si candida a Sindaco o consigliere deve essere in regola con il pagamento dei tributi e spetta al segretario comunale controllare, a Paternò questa cosa non si fa da anni.
Gettoni e rimborsi: spese raddoppiate
La relazione segnala anche problemi nei compensi ai consiglieri comunali. A fronte di poche sedute del Consiglio, si sono moltiplicate le riunioni delle commissioni, con un effetto diretto sui costi.
Nel solo 2023 le spese per gettoni e rimborsi sono raddoppiate (+100%) rispetto all’anno precedente. Secondo gli atti, quasi tutti i consiglieri hanno percepito i gettoni massimi previsti, senza controlli adeguati da parte dell’amministrazione.
FESTA DI SANTA BARBARA - Soldi pubblici dati senza verifiche
Un altro punto critico riguarda rimborsi economici concessi senza controlli.
Il Comune ha erogato oltre 30 mila euro a favore dei cosiddetti “cerei”, per spese non documentate in modo chiaro. Ogni portatore presentava una semplice dichiarazione per ottenere circa 500 euro, ma non si trattava di veri rimborsi, bensì di compensi senza una giustificazione precisa e prevista dalle normative.
Concessioni senza controlli
La relazione segnala inoltre che, per mancanza di verifiche, il Comune ha rilasciato concessioni e autorizzazioni, comprese quelle per l’occupazione di suolo pubblico, anche a soggetti con precedenti penali gravi o sottoposti a misure di sorveglianza. In alcuni casi, delle concessioni temporanee sono diventate definitive, per mancanza di controlli. Un fatto che dimostra, secondo il Ministero, l’assenza di controlli reali sull’uso degli spazi pubblici.
Appalti e affidamenti: il caso dei cani randagi
Irregolarità emergono anche nel settore degli appalti e degli affidamenti.
In particolare, viene citata una società incaricata della custodia e cura dei cani randagi, al cui interno sarebbero presenti soggetti ritenuti “organici” a un clan mafioso.
Tra il 2017 e il 2024, a favore di questa ditta, il Comune avrebbe riconosciuto debiti fuori bilancio per oltre 330 mila euro.
Società partecipate e interdittive antimafia
Criticità vengono rilevate anche nella gestione di una società partecipata comunale che si occupa del servizio idrico integrato.
La società ha stipulato un contratto per servizi informatici con una ditta che, nel dicembre 2024, è stata colpita da interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Cremona. Un elemento che conferma l’assenza di controlli anche nelle strutture partecipate.
Un Comune già in crisi economica
Tutto questo è avvenuto mentre il Comune si trovava già in forte difficoltà finanziaria.
Nel luglio 2021, infatti, Paternò aveva chiesto l’accesso alla procedura di riequilibrio finanziario per evitare il dissesto. Nonostante ciò, le spese sono aumentate, aggravando ulteriormente la situazione dei conti.
La decisione finale
Il Ministero parla di una “totale assenza di legalità nell’azione amministrativa” e di uffici comunali deboli e precari, incapaci di garantire regole e controlli. Le conclusioni sono state approvate all’unanimità dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con il contributo della Procura.
Per questi motivi è stato disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di Paternò e il commissariamento per 18 mesi, ritenuto necessario per riportare legalità e restituire il Comune ai cittadini onesti.
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