Paternò, clan Assinnata sotto scacco: la Cassazione conferma le condanne, pene fino a 20 anni

La Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi nell’ambito dell’operazione “Sotto Scacco”. Confermate le condanne per gli esponenti del clan, scattano i provvedimenti di carcerazione.

A cura di Redazione
15 ottobre 2026 10:58
Paternò, clan Assinnata sotto scacco: la Cassazione conferma le condanne, pene fino a 20 anni -
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PATERNO’ – Arriva la parola fine per una parte del procedimento giudiziario nato dall'operazione antimafia “Sotto Scacco”, che nel maggio 2021 portò a una vasta serie di arresti nell'ambito delle indagini sui gruppi criminali operanti nel territorio di Paternò.

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da alcuni degli imputati, rendendo definitive le condanne pronunciate in appello. Le pene arrivano fino a 20 anni di reclusione.

L'inchiesta, condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Procura di Catania, aveva ricostruito le attività dei gruppi riconducibili alle famiglie Assinnata, Amantea e Stimoli, nell'ambito della criminalità organizzata legata a Cosa nostra nel territorio paternese.

Tra gli episodi emersi durante le indagini figurava anche il tentativo di estorsione ai danni dell'imprenditore Giuseppe Condorelli, titolare della nota azienda dolciaria di Belpasso. Una vicenda che aveva portato l'operazione all'attenzione della cronaca nazionale.

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Sicilia, tra le pene confermate figurano quelle inflitte a Pietro Puglisi, condannato a 20 anni, Salvatore Vito Amantea a 15 anni, Giuseppe Mobilia a 14 anni e Francesco Alleruzzo a 10 anni.

Confermate inoltre le condanne a 8 anni per Santo Alleruzzo, 7 anni e 4 mesi per Giuseppe Orto, 7 anni e 2 mesi per Alessandro Fazio e 7 anni per Lorenzo Di Leo.

Tra le altre posizioni giudiziarie figurano quelle di Davide Alessandro Befumo, Andrea La Delfa, Giovanni Battista Giangreco, Giuseppe Gaetano Sinatra, Salvatore Stimoli, Vincenzo Stimoli Junior e Luca Maria Barbaro Cosentino.

Particolare attenzione aveva suscitato, durante il processo d'appello, la decisione di Sebastiano Di Mauro di collaborare con la giustizia. Per lui la pena definitiva è di 4 anni e 8 mesi.

Dopo la conclusione dell'iter giudiziario, sono stati emessi i provvedimenti necessari all'esecuzione delle pene.

Secondo le informazioni diffuse dai Carabinieri il 14 ottobre, otto persone sono state raggiunte da provvedimenti per l'espiazione di condanne definitive nell'ambito dell'operazione.

Per diversi altri condannati la detenzione era già in corso oppure la pena era stata scontata. Restano inoltre alcune situazioni individuali da definire in relazione alle richieste di misure alternative al carcere.

Gli imputati interessati dalle decisioni giudiziarie dovranno anche sostenere le spese legali riconosciute alle associazioni antimafia costituitesi parte civile.

La conclusione di questa fase processuale rappresenta un importante passaggio giudiziario nell'attività di contrasto alla criminalità organizzata nel territorio di Paternò.

Fonte: La Sicilia – Notizie e aggiornamenti sull'operazione “Sotto Scacco”.