Paternò. Sciolto per mafia il comune. On. Galvagno: “Pagina nera che farà storia. Serve rialzarci subito”

NOTA DELL' ON. GAETANO GALVAGNO"L’atto con cui il Consiglio dei Ministri ha disposto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Paternò purtroppo non è inaspettato.Da forze politiche di o...

A cura di Redazione Redazione
20 novembre 2025 20:41
Paternò. Sciolto per mafia il comune. On. Galvagno: “Pagina nera che farà storia. Serve rialzarci subito” -
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NOTA DELL' ON. GAETANO GALVAGNO

"L’atto con cui il Consiglio dei Ministri ha disposto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Paternò purtroppo non è inaspettato.

Da forze politiche di opposizione siamo stati sempre molto perplessi sulla gestione della città negli ultimi anni, ma mai avremmo voluto leggere una notizia del genere che lascia una macchia indelebile sulla nostra comunità e trafigge i nostri cuori.

Spero vivamente che si possa lavorare sin da subito al superamento di una delle pagine più buie della nostra storia recente.

Mi auguro che ci possano essere le migliori energie per far rialzare la testa con orgoglio a quei cittadini, che rappresentano l’assoluta maggioranza, che colpe non ne hanno". Lo afferma l'on. Gaetano Galvagno commentando la decisione del Consiglio dei Ministri relativa allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Paternò.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno Matteo Piantedosi, ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Paternò e l'affidamento della gestione del Comune, per la durata di diciotto mesi, a una Commissione straordinaria.

Lo scioglimento per infiltrazioni mafiose e' stato disposto in conseguenza degli esiti del lavoro svolto dalla Commissione di accesso antimafia, nominata nei mesi scorsi dal prefetto di Catania del tempo, Maria Carmela Librizzi.

L’accesso ispettivo al Comune era stato disposto in seguito all’operazione antimafia "Athena", condotta dai carabinieri della Compagnia di Paternò, nell’aprile del 2024 e che in città aveva fatto scattare un’indagine con il coinvolgimento anche del sindaco Nino Naso, dell’ex assessore Turi Comis e dell’amministratore Pietro Cirino, indagati e oggi imputati per il reato di voto di scambio politico‑mafioso, insieme agli esponenti della criminalità organizzata Vincenzo Morabito (presunto reggente e uomo legato ai Laudani di Catania) e al presunto affiliato Natale Benvenga.

Secondo l'accusa, con l’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dalle sostitute procuratrici Tiziana Laudani e Alessandra Tasciotti, lo “scambio” sarebbe legato a voti per le elezioni comunali 2022 in cambio dell’assunzione a tempo determinato di due persone ritenute vicine al clan nell’impresa Dusty che a Paternò si occupa di raccolta e smaltimento rifiuti