Paternò, varetta trasferita per il restauro: i giovani devoti scrivono alla redazione e chiariscono il loro gesto di fede
Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata da un gruppo di giovani devoti di Paternò, che hanno deciso di chiarire pubblicamente le ragioni di un gesto che ha suscitato critiche: l’uscita di una var...
Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata da un gruppo di giovani devoti di Paternò, che hanno deciso di chiarire pubblicamente le ragioni di un gesto che ha suscitato critiche: l’uscita di una varetta esclusivamente per trasferirla in un garage, al fine di restaurarla e preservarla.
Nella missiva, i giovani spiegano come l’iniziativa sia nata unicamente da passione, amore e devozione verso la Patrona Santa Barbara, senza alcuna intenzione di creare confusione, mancare di rispetto o sovrapporsi alla processione ufficiale.
«Il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare qualcosa di positivo, di unire le persone e di portare gioia e devozione alla comunità», scrivono.
Tutti lavoratori, raccontano di aver dedicato tempo ed energie personali per realizzare e recuperare la varetta, con l’idea di tutelare un simbolo di fede e tradizione e offrire un segnale positivo alla città, in un periodo in cui Paternò viene spesso raccontata solo in chiave negativa.
Nonostante le intenzioni dichiarate, i giovani riferiscono di essere stati oggetto di attacchi e limitazioni, vivendo con amarezza una situazione che non si aspettavano. Nella lettera non manca comunque un passaggio di apertura e chiarimento:
«Non abbiamo mai voluto offendere nessuno. Se il nostro gesto è stato frainteso, ce ne scusiamo sinceramente».
Il gruppo evidenzia inoltre un disagio più ampio, legato alla sensazione di non avere voce né spazio all’interno delle tradizioni religiose locali, pur essendo animati da fede autentica e radicata nel territorio. Da qui nasce la proposta di creare una “fucina di portatori locali”, composta da giovani paternesi mossi solo da devozione e rispetto della liturgia, per valorizzare la tradizione senza interessi estranei allo spirito religioso.
L’appello finale è rivolto a chi ha responsabilità decisionali, affinché comprenda che le loro richieste non sono divisive, ma mirano all’unità e alla crescita della comunità.
«Siamo pronti a lavorare insieme – concludono – per il bene comune territoriale, dando spazio ai giovani e a chi vuole solo il meglio per Paternò».
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