Pozzallo. Vendevano su Fb merce contraffatta: due sorelle bloccate in diretta dai finanzieri
Un vero e proprio mercato telematico del falso, attivo sui social network e in particolare su Facebook, è stato scoperto dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa nell’...
Un vero e proprio mercato telematico del falso, attivo sui social network e in particolare su Facebook, è stato scoperto dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa nell’ambito di un’attività investigativa mirata al contrasto della contraffazione di marchi e brevetti e dell’abusivismo commerciale.
Le indagini, condotte anche attraverso il monitoraggio dei social, hanno portato all’individuazione di un profilo Facebook riconducibile a due sorelle, residenti a Pozzallo, che organizzavano vere e proprie vendite in diretta di prodotti palesemente contraffatti, proposti a prezzi di gran lunga inferiori rispetto a quelli di mercato.
Le due donne, secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle della Guardia di Finanza – Tenenza di Pozzallo, utilizzavano come base logistica un magazzino nella disponibilità di un’altra persona, anch’essa indagata. Durante le dirette social, mostravano un ampio campionario di articoli contraffatti di noti marchi italiani ed esteri, raccoglievano gli ordini dei clienti e, per aumentare la visibilità dei post, organizzavano persino estrazioni a sorte con premi.
Nel corso dell’intervento, i militari hanno fatto accesso nel garage dove era in corso una diretta Facebook, immediatamente interrotta dalle due sorelle. All’interno sono stati rinvenuti numerosi articoli contraffatti, accuratamente esposti su ripiani come in un normale punto vendita: scarpe, giubbini, cinture, pantaloni, portafogli, profumi e cosmetici, oltre ad altri prodotti la cui provenienza non è stata giustificata.
Le successive perquisizioni domiciliari, estese anche alle abitazioni delle due sorelle, hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro oltre 600 prodotti contraffatti complessivamente.
Le investigazioni proseguiranno per ricostruire l’intera filiera del falso, individuare i centri di produzione e distribuzione delle merci e identificare la vasta rete di clienti, nei confronti dei quali la normativa vigente prevede l’applicazione di sanzioni amministrative.
Le tre persone coinvolte, per le quali vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, sono state deferite all’Autorità giudiziaria di Ragusa, che ha convalidato le perquisizioni e il sequestro d’iniziativa eseguito dalle Fiamme Gialle, per i reati di ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.
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